Secondo uno studio effettuato da un equipe di ricercatori europei, l'Italia sarebbe il paese più inquinato del vecchio continente. L'allarmante notizia è apparsa in questi giorni, sulle pagine del "Lancet Oncology". La ricerca è stata eseguita da un team di studiosi internazionale a cui ha preso parte anche un gruppo di ricerca dell'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.
Il report, ha tra l'altro confermato il nesso tra inquinamento e tumore al polmone: per la prima volta infatti, è stata svolta un'analisi su un campione molto vasto, circa 300.000 persone residenti in 9 paesi europei, che ha consentito agli scienziati di accertare con maggiore sicurezza scientifica il legame oggetto d'indagine.
Secondo i dati, per ogni incremento di 10 microgrammi di Pm 10 per metro cubo presenti nell'aria, il rischio di ammalarsi tumore al polmone aumenta di circa il 22%. Tale percentuale sale al 51% per una particolare tipologia di tumore, l'adenocarcinoma, un genere di tumore che si sviluppa, non a caso, tra tanti non fumatori.
Nello specifico, secondo Legambiente Lazio, a Roma si rischia più di altre zone d'Europa di ammalarsi e morire di tumore al polmone a causa dello smog.
Intanto, dall'altra parte dell'oceano, arriva in queste ore un altro studio sull'inquinamento ambientale che deve far riflettere, condotto dalla University del North Carolina e pubblicato da Environmental Research Letters.
Secondo il dossier americano, lo smog in città fa 2,5 milioni di vittime ogni anno nel mondo. I ricercatori sostengono che il continente maggiormente responsabile di tale disastro è l'Asia.
Per tali ragioni e non solo, è evidente che si fa sempre più urgente adottare una politica internazionale capace di tutelare l'uomo ed il suo ambiente. Tuttavia, i forti interessi delle lobby planetarie legate alla produzione di energia, sapranno rinunciare agli enormi affari derivati dalle loro "imprese" finanziarie? E i nostri governanti, sapranno a loro volta svincolarsi da queste logiche affaristiche?