Ora è certo: tra le prime cause dellepatologie che interessano il cuore e l'intero sistema cardiovascolare c'è l'inquinamento, inparticolare la presenza di una specifica particella, la cd. materiaparticolata. È ciò che sostiene una studio della Universityof Michigan in collaborazione con la Universityof Minnesota School of Public Health,pubblicata di recente per la prestigiosa rivista scientificaPlos Medecine, secondo la quale lapresenza nell'atmosfera di alte concentrazioni di polveri sottiligioca un ruolo determinante nella genesi di problemi cardiovascolari, tra cui l'infarto e l'ictus.

Sotto accusa una specifica particella, il particolatoprimario, o materiaparticolata, una sostanza presentenell'aria sotto forma di particelle microscopiche facilmenterespirabili, che per la loro dimensione, 30 volte più piccole deldiametro di un capello, riescono ad arrivare sino nei più remotialveoli dei polmoni, provocando così infiammazioni dei tessuti chegradualmente si trasformeranno in un defaultper l'organismo.

Da un punto di vista scientifico l'esistere delparticolato è dovuto ai processi di combustione di attività legateall'uomo, quali possono essere motori a scoppio, impianti diriscaldamento, inceneritori, usura dell'asfalto, delle gomme, ecc,tutte realtà che conferiscono a questa sostanza una natura altamentetossica.

"Sono circa 20 anni chevediamo aumentare il rischio di infarto e ictus in associazione conl'aumento dei livelli di inquinamento atmosferico",spiega per il NY TimesSara Adar, professore di epidemiologia presso l'Università delMichigan,"i dati più recenti mostranoche l'inquinamento atmosferico non si limita solo a farti male, maè la 'causa' del male."

L'analisi dei datidello studio, che si è basata sul monitoraggio per un periodo di 10anni di 5mila persone diverse per etnia e posizione geografica, suonainfatti come una sentenza: l'esposizione a sostanze inquinanti puòessere direttamente collegata al restringimento dei vasi sanguigni ead un ispessimento costante delle pareti delle arterie.

L'indaginesembra, infatti, descrivere una vera e propria relazione dicausa-effetto tra l'inquinamento e i problemi cardiovascolari, unarelazione, tra l'altro, proporzionale, per cui all'aumentare dellepolveri sottili corrisponde un aggravamento della Salute e viceversa.

"I ricercatori hanno collegatol'inquinamento del traffico con la variabilità della frequenzacardiaca in una gamma di persone, dai conducenti di veicoli aiciclisti che viaggiano su strade congestionate",spiegano gli esperti.

Un allarme quello lanciato dallo studio delledue università americane a cui l'Italia non deve restareindifferente: solo poco tempo fa sono stati infatti pubblicati idati dell'Istituto superiore per laprotezione e la ricerca ambientale(ISPRA) relativi alla qualità dell'Ambiente urbano per 60 Comunidel Paese e il quadro che ne viene fuori, sebbene in miglioramento,non lascia comunque tranquilli: sono state riscontrate alteconcentrazioni di particolato in quasi tutte le città campionedell'indagine, e solo riferendosi alle casistiche ISPRA del biennio2006-2008, le morti in Italia legate all'inquinamento sono state5876.

Secondo i datidell'Organizzazione Mondiale dellaSanità le morti dovute all'inalazionedi particolato costituiscono lo 0,5% delle cause totali dei decessiin un anno.

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