Becco di rame è stata proposta come mascotte alle Paraolimpiadi di Rio 2016. In verità si chiama Ottorino ed è un'oca maschio di razza Tolosa di 8 chili che si è distinta per il suo coraggio lottando fino all'ultimo sangue contro una volpe per salvare le penne e gli altri animali della sua fattoria. La volpe le ha strappato via buona parte del becco superiore con un morso.

Trovata dalla sua padrona in una pozza di sangue, per 10 giorni non è riuscita a mangiare malgrado i tentativi di imboccarla della signora Paola Bartolini, che, addolorata, si è rivolta ad Alberto Briganti. Il veterinario, ispirato da un lavoro che stava facendo suo figlio a Scuola, ha creato una protesi modellando il rame e l'ha applicata forando il moncherino del becco, cucendolo con filo di acciaio e incollandolo con una resina.

L'oca già dopo poche ore ha saputo utilizzare il becco artificiale per mangiare. Ed è diventata più forte di prima tornando a ricoprire il ruolo di leader sugli altri animali dell'azienda agricola che l'hanno accettato anche così, con una protesi.

Becco di Rame alla Lipu di Ostia

Becco di Rame è stata presentata sabato 1° marzo al Centro habitat mediterraneo della Lipu di Ostia dal suo salvatore che sulla base di questa storia vera ha scritto anche una fiaba illustrata corredata da Cd.

Inizia a parlare e l'oca starnazza, forse riconosce la voce del suo veterinario che dà testimonianza della sua storia.

"Anche se uno è disabile o ha una protesi - evidenzia Alberto ai bambini che stanno ad ascoltarlo seduti tutti attorno a lui e a Ottorino - può essere un leader". E poi chiede ai bambini di raccontare qualche storia in cui hanno salvato un animale. Perché sei un eroe se salvi un animale! Ed ecco che si alza Samuel 9 anni che racconta di avere salvato una tartaruga che stava per mangiare un sacchetto di plastica scambiandolo forse per una medusa, e Pippo, 5 anni, che impettito dice che ha raccolto da terra e rimesso in acqua un pesciolino caduto giù dall'acquario, e tanti altri piccoli eroi raccontano che si sono prodigati a favore di ancor più piccoli animali.

Il progetto didattico e la Fondazione Becco di rame

Una storia cruenta si è trasformata in un calderone che ribolle di buoni ingredienti. Il coraggio e il carattere con cui l'oca ha combattuto per salvare i suoi amici animali prima e con cui dopo la protesi ha accettato la sua nuova condizione ed è riuscita a primeggiare fra i suoi simili comunque. L'affetto della sua padrona e l'impegno del veterinario. Il significato forte del legame uomo-animale. La continuità fra handicap e normalità. Perché non è importante essere normodotato o avere qualche handicap ma la forza di carattere che ti fa superare gli ostacoli, basta un po' di impegno e volontà.

Così da un fatto increscioso è nato anche un progetto didattico ricco di valori positivi che si avvale della fiaba illustrata, rivolto alla scuola e agli ospedali pediatrici e la neonata fondazione Becco di rame a favore degli sport per disabili protesici e per la cura e il recupero degli animali selvatici in difficoltà. E Becco di rame è stato proposto come mascotte delle Paraolimpiadi del 2016 perché testimonia che anche dopo incidenti gravi si può vincere l'handicap ed essere forti come prima, anzi di più.

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