Dopo le proteste contro i marchi di alta moda, colpevoli di utilizzare sostanze chimiche dannose per i loro prodotti, è la volta della Procter&Gamble di finire nel mirino di Greenpeace.

L'associazione ambientalista accusa la multinazionale americana di utilizzare per i suoi prodotti olio di palma proveniente dalle foreste indonesiane Queste vengono rase al suolo, al ritmo di nove campi da calcio al giorno, per essere sostituite da monoculture dedicate alla produzione di olio di palma impiegato nella produzione di shampoo e gel da barba.

I pericoli per l'ambiente

Molteplici sono le conseguenze di questa pratica.

La violenta deforestazione in corso, oltre a privare il pianeta di uno dei suoi più importanti polmoni, costituisce una minaccia alla sopravvivenza di specie quali la tigre del Borneo e l'orango che hanno nella foresta pluviale il loro habitat naturale.

Per fare spazio alle piantagioni, gli animali vengono cacciati e uccisi dalle popolazioni locali, in un conflitto ormai perenne tra uomo e animali: tigri, oranghi, elefanti sono costretti, quando non uccisi, a sopravvivere in piccole aree non più idonee alle loro esigenze

Per velocizzare l'eliminazione delle foreste naturali, le popolazioni locali ricorrono all'incendio degli alberi per far velocemente spazio a terreni coltivabili. La pratica immette nell'atmosfera quantità inimmaginabili di anidride carbonica e altri prodotti da combustione, quali il monossido di carbonio, dando origine al fenomeno della cosiddetta "haze", una fitta foschia dovuta ai fumi degli incendi.

L'effetto collaterale è così grave che nel 1997 e nel 2002 alcuni aeroporti, come quello di Singapore, hanno dovuto sospendere i voli per mancanza di visibilità.

È stato inoltre calcolato, durante l'anno d'indagini compiute da Greenpeace, che per ogni tonnellata di olio di palma prodotto, vengono generate 2,5 tonnellate di fluidi contenenti oli e diserbanti che finiscono direttamente in corsi d'acqua naturali, inquinando così le fonti d'approvvigionamento per piante, animali e persone.

I pericoli per la salute

Anche la Salute dell'uomo non è esente dai rischi connessi all'utilizzo di questa sostanza.

Oltre che nei detergenti, l'olio di palma è un ingrediente entrato a pieno titolo nella nostra alimentazione. Merendine, alimenti confezionati, cracker, dolciumi, precotti e fritture nascondono sotto la dicitura "oli e grassi vegetali" questo ritrovato, molto più economico rispetto all'olio di oliva e a quello di semi, ma dall'alto contenuto di grassi saturi, oltre il 50%, che lo rende una minaccia per il sistema cardiocircolatorio.

La campagna di Greenpeace

"È arrivato il momento che la Procter & Gamble ripulisca i propri processi produttivi scegliendo politiche di acquisto a Deforestazione Zero e garantisca ai propri consumatori prodotti che rispettino uno dei più importanti polmoni del Pianeta e le specie che lo abitano" Questo è il senso della nuova campagna lanciata da Greenpeace che ha inoltre denunciato la scoperta di cimiteri di oranghi uccisi nelle piantagioni dei fornitori di P&G.

Viene inoltre portato l'esempio di altre multinazionali come Ferrero, Unilever, Nestlé e L'Oréal che hanno già dimostrato come esistano altre strade praticabili, tagliando i rapporti con fornitori implicati nella distruzione delle foreste e impegnandosi a utilizzare solo olio di palma proveniente da coltivazioni sostenibili.

Si renderebbero in questo modo moralmente sostenibili anche le nostre docce.