Dopo l'ondata di cimici cinesi che ha invaso l'Europa, e la grande migrazione delle coccinelle "arlecchino" che provengono dall'America del nord e l'Asia, ecco che si aggiunge un nuovo ospite alla fauna locale.
Si tratta del granchio blu, denominato anche reale, avvistato per la prima volta sulle spiagge del Salento.
Non si tratta di una visita occasionale, dato che il crostaceo in questione ha deciso di invadere le coste del Mediterraneo, depredando pesci e molluschi.
Si tratta di una specie marina non totalmente estranea all'Europa. I primi avvistamenti risalgono infatti all'inizio del '900 tra la Francia e il Mar Baltico, e in Grecia dal 1948.
Un'insolita migrazione
Il granchio blu non è il solo che ha deciso di trasferirsi definitivamente in territorio italiano.
Basti pensare alla grande invasione delle cimici cinesi, iniziata qualche giorno fa, e che ha caratterizzato non solo l'Italia, ma gran parte d'Europa.
Subito dopo l'arrivo degli insetti cinesi, è stata poi la volta delle coccinelle asiatiche, dal manto nero e dalla forma simile a quella di un fungo.
Le conseguenze del cambio habitat
La scelta di un nuovo habitat naturale da parte di alcune specie di insetti o di crostacei non rappresenta però sempre un bene, soprattutto per la fauna locale.
L'arrivo di ospiti inattese potrebbe infatti determinare uno squilibrio nell'ecosistema.
Nel caso delle cimici cinesi, le colture sono risultate a rischio.
Le coccinelle "arlecchino" rappresentano invece un pericolo per le coccinelle autoctone, tanto da determinarne la progressiva estinzione. Questo sarebbe determinato dal loro fungo nocivo, trasmissibile attraverso via sessuali, che però risulterebbe nocivo per le note coccinelle europee.
L'ultimo ospite inatteso, che ha occupato in modo indiscriminato le coste del Salento, ha già cominciato a rappresentare un pericolo per l'equilibrio ecosistemico.
Secondo il presidente dello "Sportello dei diritti" Gianni d'Agata ha infatti sostenuto: "Purtroppo il granchio blu è una specie invasiva in grado di predare attivamente pesci, molluschi e altri crostacei, oltre che arrecare danni agli attrezzi di pesca quando catturata".