Il ragno violino è un aracnide tipico della fauna mediterranea e la sua presenza in Italia è documentata da oltre 100 anni. Da sempre presente, dunque, sia in natura, dove il clima è più favorevole, sia nelle abitazioni, dove trova riparo in caso di condizioni più rigide. Negli ultimi anni l'azione dei media ha fomentato l'insorgere di una paura del tutto ingiustificata nei confronti di questo piccolo ragno, meno letale di quanto si voglia far credere.

Loxosceles rufescens: il temuto ragno violino

Loxosceles rufescens, il tanto temuto ragno violino, è velenoso come del resto velenose sono tutte le famiglie di ragni conosciute, con sole tre eccezioni che annoverano specie non dotate di ghiandole velenifere.

È un ragno originario dei paesi dell’area mediterranea ed è imparentato coi più pericolosi "cugini" americani Loxosceles reclusa e Loxosceles laeta.

Il violino è un aracnide di modeste dimensioni. Le femmine non superano in genere i 13 mm e i maschi sono addirittura più piccoli, nonostante abbiano zampe più lunghe. Tutti sanno che il nome "ragno violino" deriva dalla macchia scura spesso presente sul cefalotorace che ai più fantasiosi può ricordare, per l'appunto, la forma di un violino. L. rufescens non è assolutamente aggressivo e in caso di disturbo tende ad allontanarsi.

Solo se messo alle strette o in caso di minaccia può arrivare a mordere l'essere umano.

Il ragno violino si ripara generalmente sotto la corteccia degli alberi o sotto le rocce ma non è raro trovarlo all'interno delle nostre case, soprattutto in zone più umide come le cantine. Durante il giorno rimane spesso nascosto dietro ai battiscopa, ai quadri, agli infissi o tra materiali tessili, essendo un animale prevalentemente notturno e molto schivo. La sua presenza passa quindi, nella maggior parte dei casi, del tutto inosservata.

Gli effetti del veleno del ragno violino

Senza dubbio il ragno violino è da annoverare tra le due specie italiane dotate di veleno in grado di causare problemi di rilevanza medica. La seconda è Latrodectus tredecimguttatus, la malmignatta o vedova nera mediterranea.

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Ambiente

Il morso del ragno violino italiano si risolve generalmente con un arrossamento dell'area interessata e l'eventuale successiva comparsa di una piccola lesione sulla pelle che fatica a rimarginarsi. In circostanze meno fortunate, può prendere piede il processo di necrosi dei tessuti e in questo caso è necessario far ricorso a cure mediche specifiche. Il veleno ha infatti un'azione citotossica (le cellule vengono danneggiate) e può agire disgregando i tessuti nei dintorni della zona colpita. Grazie al trattamento medico, la ferita guarisce dopo alcune settimane, lasciando tuttavia una cicatrice ben visibile.

Nei soggetti allergici o in casi gravi si può arrivare al cosiddetto loxoscelismo cutaneo, ovvero la presenza di estese ulcere dalla lenta guarigione circoscritte alla zona del morso. In caso di lesioni di dimensioni considerevoli può essere necessario rimuovere chirurgicamente il tessuto morto.

È bene tener presente che le conseguenze causate dal morso di L. rufescens sono spesso indistinguibili dalle manifestazioni cutanee causate dall'azione di altri artropodi o infezioni di diverso tipo. Se non si è visto il ragno mordere è quindi molto difficile essere del tutto certi che la lesione sia stata causata proprio da lui.

Inutile e insensato allarmismo

Come già detto, il ragno violino ha sempre fatto parte della fauna mediterranea e non ci sono basi scientifiche che provino una sua espansione negli ultimi anni. Sono pochi i morsi accertati ogni anno e nessun decesso può essergli attribuito con assoluta certezza. Non c'è dunque nessun motivo di preoccuparsi. Sicuramente è un ragno a cui bisogna prestare attenzione, ma un uomo in salute morso dal violino, previe cure mediche, non corre alcun pericolo di vita: nel peggiore dei casi rimarrà solo una brutta cicatrice.

Non bisogna farsi allarmare da notizie come questa, per il bene della popolazione e per questi poveri e timidi ragni tanto demonizzati:

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