L'emergenza climatica, ribadita da Greta Thumberg a gran voce nell'assemblea generale delle Nazioni Unite, come anche in diverse piazze su tutto il globo, incontra l'arte di Jeppe Hein. L'artista ha presentato la sua opera Breathe with me in occasione dell'assemblea generale delle Nazioni Unite e intende divulgare il significato e il messaggio dell'opera, in più luoghi possibili. Dopo la presentazione al palazzo di vetro di New York, l'opera verrà installata a Central Park, poi Copenaghen e l'anno prossimo in Groelandia, dove il pericolo per lo scioglimento dei ghiacciai incombe maggiormente.

Respira con me

Mentre l'attuale presidente del Brasile Bolsonaro e il numero uno della Casa Bianca Donald Trump, continuano la loro politica negazionista, il primo non allarmandosi per gli incendi nell'Amazzonia, il secondo stracciando il patto sul clima dell'aprile 2015, e mentre Greta Thumberg bacchetta i leader politici per la noncuranza dell'impatto sull'Ambiente delle politiche economiche, l'artista Jeppe Hein ha presentato nel palazzo di vetro a New York la sua opera interattiva Breathe with me.

L'opera si pone come un invito a risvegliare le coscienze sulle tematiche ambientali. L'installazione è stata presentata proprio in occasione del summit sul clima e dell'assemblea generale delle Nazioni Unite, che ha visto la presenza di molti capi di Stato. Verrà poi spostata in mezzo a Central Park dove resterà domani 25, dopodomani 26 e venerdì 27 settembre. L'opera si trascinerà dietro tanti pannelli rigorosamente eco-compatibili e sarà la più grande installazione dai tempi di Gates di Christo - nel 2005 - nel polmone verde di New York.

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Ambiente

L'intento è comunque quella di presentarla in più posti possibili, affinché possa servire da campanello d'allarme per le coscienze, affinché possa farci ricordare degli alberi, degli oceani, delle foreste, di ciò, insomma, che ci permette di respirare e ciò che ci fornisce ossigeno. L'artista danese si augura che le persone combattano l'inquinamento e l'effetto serra e valuta la sua opera come la migliore del suo repertorio:"Breathe With Me è il più grande progetto che ho mai fatto”.

L'arte per il clima

L'opera è interattiva, dicevamo sopra, ed è per questo che Hein ha fornito le necessarie indicazioni su come ognuno può fornire il proprio contributo artistico: in pratica si dovranno tracciare delle linee blu in verticale partendo da sopra verso sotto. Il primo a cimentarsi col pennello è stato il vice-segretario generale Amina J. Mohammed. Hein propone a tutti di partecipare, persino a mr.

Donald Trump, che ha voluto mandare all'aria gli accordi internazionali sul clima, siglati a Parigi con le altre potenze mondiali nel 2015. Comunque sia l'artista, che attualmente opera a Berlino, ha realizzato un kit affinché l'opera sia riproducibile ovunque. Tra due settimane l'opera verrà installata anche nella capitale danese, al C40, dove si raduneranno ben quaranta sindaci di grandi città. In quest'occasione l'opera prenderà vita sulle vetrate dell'edificio che accoglierà l'incontro.

L'anno prossimo "Breathe with me" sarà installata in una località della Groelandia, che è esposta in prima linea al pericolo di un eventuale scioglimento dei ghiacci. In fondo, Hein descrive la sua creatura come “Public art action for the world” (arte pubblica per il mondo) e ne racconta la nascita affermando che l'opera è nato in un momento in cui ha provato difficoltà a respirare: “E' cominciato con un incidente personale, una crisi nella quale non riuscivo a respirare".

Il momento è servito di ispirazione all'artista che prima ha iniziato a tracciare linee sulla tela da solo, poi ha provato a cercare la collaborazione del pubblico e l'esperimento ha funzionato, portandolo a dare una forma teorica a quanto stava facendo: “Cominciamo a vivere con un respiro e, alla fine, esaliamo l'ultimo. Nel mezzo conduciamo vite diverse, ma proprio l'aria che respiriamo è qualcosa che ci lega assieme, perché' è la stessa". Hein si dice orgoglioso di questa opera, dell'invito ricevuto dalle Nazioni Unite e della sua collaborazione con l'Onu e poi, ironico, dice che dopo i suoi 3 figli, quest'opera rappresenta la sua più grande realizzazione.

Ad ogni modo l'artista ha esposto una sua opera Modified Social Benches for Venice per la biennale di Venezia, e spera quindi che anche in Italia la sua opera possa servire da ispirazione, in quanto, ci spiega, l'arte è una forma di comunicazione che può agire su diversi piani, su più livelli, ed è in grado di portare persone "normali" ad usare l'immaginazione per fare cose nuove quotidianamente. Per quanto Hein non si dichiara una "persona politica", pensa fermamente che il suo porsi artisticamente sia una presa di posizione politica.

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