La Coldiretti ha segnalato una presenza massiccia di cavallette in alcuni comuni sardi e ha chiesto alla Regione un'intervento urgente per contrastarne la diffusione. I paesi più colpiti sono situati nella Valle del Tirso intorno alla provincia di Nuoro, e sono: Bolotana, Ottana, Orotelli e Sarule.

Le cause dell'invasione degli insetti

Oltre ai danni dovuti all'emergenza coronavirus, nella provincia di Nuoro si è aggiunta l'invasione di milioni di cavallette. A dichiararlo all'Ansa è Alessandro Serra, Presidente della Coldiretti Nuoro-Ogliastra in Sardegna. L'ente agricolo ha riferito che lo stesso problema era stato rilevato un anno fa, ma quest'anno oltre alla Valle del Tirso, l'evento si è profuso nella bassa Ogliastra e in qualche comune del Sarcidano.

Inoltre, ha aggiunto il Consorzio sardo, la loro presenza è giunta in grande anticipo e il loro numero è di gran lunga maggiore rispetto al 2019. Secondo la Confederazione Nazionale dei Coltivatori Diretti, le cause principali del fenomeno sono dovute al clima mite della Regione. Lo stesso ente regionale ha classificato il 2020 come "uno degli anni più caldi dal 1800 ad oggi", così come riportato dalla nota Ansa.

L'aumento delle temperature, di 1,52 gradi rispetto alla norma e, l'inverno troppo 'lieve' con precipitazioni scarse, hanno favorito la comparsa degli 'enormi insetti'. Inoltre, come specifica lo stesso ente agricolo, le cavallette sono polifeghe, cioè in grado di nutrirsi anche di piante erbacee spontanee di diversa qualità.

Questo è un aspetto che ha permesso l'insediamento delle locuste oltre che nei campi coltivati di grano, foraggio e leguminose di cui è ghiotto, anche negli orti e giardini dei centri abitati. L'insieme di questi fattori ha provocato il proliferarsi delle cavallette. "Uno sviluppo anomalo che ha dimensioni bibliche", così come è stato riportato dagli esperti agricoli, al sito ufficiale.

Le soluzioni per risolvere la 'grave' situazione

L'associazione agricola si è mobilitata per analizzare il problema e cercare una soluzione per arginare 'l'orda invasiva'. Una prima risoluzione viene riposta nei predatori naturali, soprattutto uccelli. La loro presenza nel territorio invaso dalle locuste potrebbe infatti contenerne l'avanzamento.

Un altro rimedio sarebbe quello di provvedere al dissodamento dei terreni colpiti, allo scopo di evitare la schiusa delle uova deposte dalle cavallette. Lo stesso provvedimento era stato chiesto l'anno scorso, "ma finora non è stato fatto nulla", ha dichiarato l'ente dei coltivatori al sito dell'Ansa. Di fatto il proliferare delle cavallette è scaturito proprio dall'abbandono dei campi agricoli, rimasti incolti a causa dell'aumento dei costi di mercato dei prodotti agricoli. Il Consorzio agricolo, a fronte dell'emergenza in atto ha chiesto nuovamente l'intervento tempestivo della Regione atto a finanziare il gasolio utile per i trattori e la manodopera necessaria alle aziende agricole. A tal proposito, l'ente agricolo ha puntualizzato che ad oggi "6 aziende su 10 (il 58% delle stesse) hanno registrato un forte calo della loro attività.

"Una vera e propria emergenza che si abbatte sulle imprese agricole, già piegate dalla crisi economica generata dal Coronavirus", così ha concluso la Coldiretti sulla nota Ansa.

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