Un’Italia unita da nord a sud per riportare in mare nove tartarughe marine: è questo il cuore dell’Italian Turtle Day 2026, l’evento nazionale promosso da Plastic Free Onlus che si è tenuto il 14 giugno.
Dalla Liguria alla Sardegna, dalla Toscana all’Abruzzo fino alla Sicilia, ogni liberazione è diventata un piccolo rito civile, seguito da cittadini, biologi, volontari e Capitanerie di Porto. Un mosaico di luoghi e persone che racconta quanto la tutela del mare sia ormai una battaglia condivisa.
Le protagoniste: Lacey, Lina e le altre Caretta caretta
Tra Genova, Stintino, Viareggio, Pescara e Castro sono già tornati in mare otto esemplari di Caretta caretta, recuperati e curati nei centri specializzati dopo ferite da ami, ingestione di plastica o impatti con imbarcazioni.
A Pescara, la protagonista è stata Lacey, affidata al Centro di Recupero “Luigi Cagnolaro” del Centro Studi Cetacei. La sua liberazione ha attirato famiglie, studenti e curiosi, tutti con lo sguardo rivolto verso quell’istante in cui la tartaruga ha ripreso a nuotare libera.
L’ultima a tornare in mare sarà Lina, che verrà liberata al tramonto a Lampedusa dopo mesi di riabilitazione: un finale simbolico che chiude la giornata con un’immagine potente e poetica.
Un animale antico, un mare sempre più fragile
Le tartarughe marine vivono sulla Terra da oltre 280 milioni di anni, ma oggi rischiano la sopravvivenza per cause tutte umane. Secondo gli operatori citati nella fonte, decine di migliaia di tartarughe muoiono ogni anno nel Mediterraneo. Solo una parte viene salvata in tempo.
Dal 2019 Plastic Free ha contribuito al recupero di oltre 300 tartarughe e alla nascita di quasi 11.000 piccoli esemplari lungo le coste italiane: numeri che raccontano un impegno costante, ma anche la gravità del problema.
L’evento non è solo una festa: è un richiamo. Come ricorda la vicepresidente di Plastic Free, Rosapia Reale, ogni liberazione è "una vittoria, ma anche un promemoria"