La prevista realizzazione di una torre per telecomunicazioni, alta oltre 30 metri, ad Arpuilles, sulla collina di Aosta, ha scatenato un acceso dibattito politico, riaprendo la discussione sulla pianificazione delle infrastrutture di telefonia mobile in Valle d’Aosta. I residenti di Arpuilles, Entrebin ed Excenex si sono uniti nel nuovo Comitato “La Voix du Pays”, un’iniziativa aperta a tutti coloro che hanno a cuore il futuro dei tre villaggi e dell’intera collina aostana. Il comitato chiede di essere attivamente coinvolto nelle decisioni che riguardano il territorio e sollecita Regione e Comune a rendere pubblici i criteri con cui vengono individuati i siti destinati a ospitare tali impianti.

“Non stiamo combattendo una battaglia contro un’antenna, ma difendendo un principio che riguarda tutti i valdostani: le grandi scelte che incidono sul territorio devono essere guidate dall’interesse pubblico e condivise con le comunità locali”, spiegano i promotori. Secondo il comitato, la scelta della localizzazione di infrastrutture considerate di interesse pubblico non può dipendere esclusivamente dalla disponibilità di un terreno privato. Prima di autorizzare un nuovo impianto, sostengono, dovrebbero essere valutate tutte le possibili alternative, dal riutilizzo di strutture esistenti all’individuazione di siti con un minore impatto paesaggistico e ambientale, fino all’adozione di soluzioni tecnologiche che limitino il consumo di suolo e l’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici.

Le richieste del Comitato e il ruolo delle Istituzioni

Il progetto contestato prevede la costruzione di una torre alta quanto un edificio di dieci piani su un terreno non edificabile e sottoposto a tutela paesaggistica, destinata a ospitare un numero non precisato di antenne. Gli abitanti delle frazioni coinvolte rivendicano il diritto di essere ascoltati prima che sul loro territorio venga realizzata un’infrastruttura destinata a modificarne per decenni il paesaggio, la qualità della vita e l’identità collettiva.

I residenti ricordano che la Regione, in virtù delle competenze attribuite dallo Statuto speciale in materia di governo del territorio e tutela del paesaggio, è chiamata a svolgere un ruolo di pianificazione e non soltanto di verifica amministrativa dei progetti presentati dai soggetti privati.

Le amministrazioni, pur richiamando il fatto che le infrastrutture di comunicazione elettronica sono considerate opere di interesse pubblico, non possono limitarsi a verificare il rispetto delle norme edilizie, ma hanno il dovere di interrogarsi se il progetto rappresenti davvero la soluzione migliore per la comunità.

Per questo, il comitato chiede alla Regione Valle d’Aosta di dare piena attuazione alla legge regionale 25/2005, come modificata nel 2024, rendendo pubblici i piani generali previsti dall’articolo 6-bis e chiarendo in che modo siano stati applicati nella scelta del sito di Arpuilles. Qualora tali strumenti non fossero ancora stati predisposti, i residenti ne chiedono l’approvazione “senza ulteriore ritardo”.

“La comunità ha il diritto di conoscere i criteri con cui vengono assunte decisioni destinate a incidere sul proprio territorio per decenni. Le infrastrutture di interesse pubblico devono essere pianificate nell’interesse pubblico: il governo del territorio spetta alle istituzioni, non alle multinazionali”, concludono i promotori dell’iniziativa.