A Prato, nella zona di Tavola, è stata completata la rimozione di circa trenta tonnellate di rifiuti speciali, interrati illecitamente in un terreno agricolo di 2.800 metri quadrati. L'operazione di bonifica, che ha interessato un'area non lontana dal fiume Ombrone, ha permesso di recuperare materiale prevalentemente plastico derivante da attività vivaistica, tra cui tubi, teli, reti, guaine, vasetteria e pali di legno. La notizia è stata diffusa dalla procura di Prato.
Le indagini sono state avviate a seguito di un esposto presentato da un privato cittadino, il quale aveva segnalato di aver assistito all'interramento di rifiuti all'interno dei terreni di un'azienda vivaistica.
Nel corso del 2024, i controlli congiunti condotti dalla polizia locale e dai carabinieri forestali di Prato hanno portato a cogliere in flagranza un soggetto intento a interrare rifiuti di natura plastica in uno dei due terreni sotto osservazione. Questo intervento ha determinato il sequestro di due aree agricole, per un totale di 2.800 metri quadrati (rispettivamente 2.000 e 800 mq), e di una grossa ruspa impiegata per le operazioni di interramento.
Le Fasi delle Indagini e la Bonifica
Una successiva ispezione, delegata dalla stessa procura, ha rivelato l'esistenza di ulteriori cinque siti di interramento illecito all'interno delle due aree già sottoposte a sequestro. Complessivamente, le operazioni hanno permesso di dissotterrare, vagliare e smaltire correttamente circa trentamila chilogrammi di rifiuti speciali non pericolosi.
Per il trasporto di questi materiali verso i centri di raccolta autorizzati di Pistoia e Carmignano, sono stati necessari ben dodici viaggi di autocarri. Tutte le spese relative allo smaltimento sono state interamente poste a carico degli indagati.
Al termine delle complesse operazioni di bonifica, l'area è stata dissequestrata ed è tornata nella piena disponibilità degli aventi diritto. Le indagini hanno portato al coinvolgimento del proprietario dei terreni, di nazionalità indiana, e di un dipendente italiano. Entrambi sono indagati per l'ipotesi di reato di raccolta e smaltimento illecito di rifiuti non pericolosi, avvenuto mediante interramento nel suolo. La procura di Prato ha esercitato l'azione penale, procedendo per gestione non autorizzata di rifiuti speciali, in concorso, specificando che l'illecito consiste nell'abbandono dei rifiuti attraverso l'interramento nel sottosuolo.
La prima udienza del processo è già stata fissata per il 2 novembre 2028.
Collaborazione delle Forze dell'Ordine e Corretto Smaltimento
L'efficacia dell'attività investigativa è stata garantita dalla stretta collaborazione tra i Carabinieri Forestali del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale (NIPAAF) di Prato e l'Unità Operativa Ambiente della Polizia Locale di Prato. Grazie a questo intervento congiunto, è stato possibile non solo individuare e rimuovere i rifiuti, ma anche riportare l'intera area nelle sue condizioni originarie. Un'attenzione particolare è stata dedicata al corretto smaltimento dei materiali raccolti, che sono stati conferiti in due centri di raccolta autorizzati, assicurando così la piena conformità alle normative vigenti in materia di gestione dei rifiuti speciali.