Il Comune di Trento, in collaborazione con la start-up Superurbanity, avvierà la sperimentazione di un servizio di navigazione ciclistica digitale. L'iniziativa integrerà dati su traffico, illuminazione, infrastrutture, meteo e topografia per guidare i ciclisti verso percorsi più sicuri e confortevoli, generando al contempo informazioni per la pianificazione futura delle infrastrutture ciclabili.

Il progetto rientra nel programma europeo Raptor (Rapid applications for transport), promosso dall'European Institute of Innovation and Technology (EIT) e finanziato dall'Unione Europea.

Trento vi ha aderito all'inizio dell'anno. Il programma, giunto alla settima edizione, coinvolge nel 2026 quattordici città europee che, da luglio a dicembre, collaborano con start-up e PMI per sperimentare soluzioni di mobilità innovative. Tra le città partecipanti figurano Berlino, Wiesbaden, Arteixo, Guimarães, Londra, Edimburgo, Salisburgo, Bruxelles, Nitra, Bălți, Leopoli, Helsinki e Luleå.

Obiettivi e strumenti per la ciclabilità urbana

L'obiettivo è promuovere la mobilità attiva e migliorare la ciclabilità cittadina. Il sistema renderà digitalmente fruibile la "bicipolitana" e i servizi connessi (ciclobox, rastrelliere, bikesharing), favorendo i collegamenti tra collina e fondovalle. La raccolta dati sarà cruciale per la pianificazione delle future infrastrutture ciclabili.

Il futuro del bike sharing a Trento: la dismissione di "e.motion"

Il servizio di bike sharing "e.motion", attivo dal 2014 in 17 comuni trentini, verrà gradualmente dismesso nel 2026. La chiusura, con smantellamento delle ciclo-stazioni entro fine anno, è dovuta a fine vita tecnica e calo dei prelievi. Nel 2024 si sono registrati poco più di 30.000 prelievi, rispetto ai quasi 100.000 annui iniziali. Dal 2014 al 2025, "e.motion" ha evitato l'emissione di circa 230.000 kg di CO₂. Il Comune di Trento intende riorganizzare i servizi di sharing con un nuovo bando per monopattini e biciclette "free floating" in aree comunali specifiche.