Bologna – Si chiude con numeri in crescita e contenuti di spessore la seconda edizione congiunta di Slow Wine Fair e SANA Food, organizzata da BolognaFiere. Nei tre giorni di manifestazione il doppio appuntamento dedicato al vino “buono, pulito e giusto” e al Cibo biologico, sostenibile e di qualità ha registrato 16.000 visitatori, 350 buyer internazionali provenienti da 30 Paesi e oltre 2.000 incontri b2b con più di 1.400 espositori, tra cantine e aziende dell’agroalimentare bio.

Un risultato che conferma la solidità del format e rafforza il ruolo di Bologna come piattaforma di riferimento per il food&wine sostenibile.

Le due manifestazioni torneranno a BolognaFiere dal 21 al 23 febbraio 2027, con la sesta edizione di Slow Wine Fair e la terza di SANA Food.

Giustizia sociale e sostenibilità al centro del dibattito

A caratterizzare l’edizione 2026 di Slow Wine Fair è stato il tema della giustizia sociale, affrontato attraverso incontri e confronti che hanno dato voce a giovani vignaioli, viticoltrici e realtà impegnate in progetti di inclusione e parità di genere. Un filo conduttore che ha ribadito come la qualità del vino non possa più prescindere dalle condizioni di lavoro, dalla responsabilità sociale e dal rapporto con le comunità locali.

Dal confronto è emersa con forza la richiesta di un maggiore supporto istituzionale per accompagnare il comparto agricolo nella transizione verso un modello capace di coniugare sostenibilità ambientale, diritti dei lavoratori e qualità delle produzioni.

Il biologico come asse strategico del sistema alimentare

Per SANA Food, il focus è stato invece il ruolo centrale del biologico come pilastro di una cultura alimentare salutare e sostenibile. Al centro della narrazione, le piccole e medie aziende biologiche e biodinamiche, custodi di biodiversità e identità territoriali, protagoniste di un modello produttivo che dimostra come qualità ed equilibrio degli ecosistemi siano inseparabili.

Il biologico si conferma così non solo come scelta etica, ma come leva economica e culturale capace di orientare l’intero comparto agroalimentare, dal campo alla tavola.

Rivoluzione Bio e il nodo del consumo fuori casa

Ampio spazio anche all’analisi di mercato con la settima edizione di Rivoluzione Bio – Gli Stati Generali del Biologico, promossa da BolognaFiere con FederBio e AssoBio, con la cura scientifica di Nomisma.

I dati presentati hanno evidenziato il ruolo strategico del fuori casa – ristorazione commerciale e collettiva – come canale di crescita per il biologico, sia per il peso economico sia per il valore etico e culturale cherappresenta per operatori e consumatori.

Una piattaforma che unisce business, cultura e territori

"L’esito di questa edizione congiunta è estremamente positivo, soprattutto per la qualità del pubblico professionale coinvolto", ha commentato Rossano Bozzi, direttore Business Unit di BolognaFiere, sottolineando l’aumento dell’affluenza (+6% rispetto al 2025) e il profilo altamente qualificato dei visitatori: ristorazione di qualità, distribuzione specializzata, importatori e buyer internazionali.

Un risultato reso possibile anche dalla sinergia con Slow Food. "Le cantine e i produttori presenti incarnano un’agricoltura di qualità, rigenerativa e attenta al benessere delle persone", ha ricordato Barbara Nappini, presidente di Slow Food Italia, ribadendo il ruolo centrale dei produttori come motore di una rigenerazione sociale e ambientale che parte dal basso.

Oltre la qualità del prodotto

Il messaggio emerso con forza è che la qualità organolettica, da sola, non basta più. "Il valore del vino si giocherà sempre più sulla capacità delle cantine di contribuire alla crescitadelle comunità in cui operano", ha osservato Giancarlo Gariglio, coordinatore della Slow Wine Coalition, indicando nella relazione tra produttori, consumatori e ristorazione la chiave per costruire un futuro sostenibile.

Verso il 2027

Bologna consolida con Slow Wine Fair e SANA Food il proprio ruolo di capitale dell’alimentazione sana e del vino buono, pulito e giusto, laboratorio europeo di un modello di sviluppo che unisce economia, cultura alimentare e responsabilità sociale. L’appuntamento è già fissato: dal 21 al 23 febbraio 2027, ancora una volta a BolognaFiere.