In questo articolo vi proponiamo un'analisi tecnico-tattica dei centrocampisti che il c.t. Prandelli ha scelto di portare con sé in Brasile.



Daniele De Rossi (Roma): Schermo davanti alla difesa; il romanista unisce un'ottimo senso tattico difensivo ad una discreta capacità d'impostazione, che gli permettono di recuperare palla e di ribaltare velocemente l'azione. Piazzato in mezzo al campo, ma schierabile anche come difensore centrale, De Rossi è un mediano abilissimo nella marcatura e nel pressing; scende spesso a recuperare palla tra i due centrali per poi gestirla insieme agli altri centrocampisti. Molte volte ruvido nei contrasti, ma efficace nella sua zona di campo.


Alberto Aquilani (Fiorentina): Rivitalizzato dalla Fiorentina, nel modulo col doppio playmaker, Aquilani è in Nazionale per la sua duttilità tattica, che gli permette di svolgere praticamente ogni ruolo in mezzo al campo. Giocando preferibilmente sul centrodestra, è considerato una valida alternativa a Verratti ma è in grado di ricoprire anche il centrosinistra e, all'occorrenza, di fungere da vice-Pirlo. Non è molto veloce di gambe e preferisce far correre il pallone, specialmente coi lanci lunghi.


Thiago Motta (PSG): Mancino brasiliano naturalizzato, è abile sia ad impostare il gioco che a recuperar palla. Gioca a sinistra nel centrocampo del PSG insieme a Verratti e si trova più a suo agio se ha a sostegno un mediano che lo rifornisce di palloni (come Matuidi nel club parigino, n.d.r.); non fa brutta figura neppure davanti alla difesa, se condivide la zona insieme ad un altro mediano. Titolare fisso durante le qualificazioni col centrocampo a 3, potrebbe essere sacrificato a favore di Marchisio in un centrocampo a 4; questo perché lo juventino è più mobile e riesce a svariare agilmente su tutto il campo.


Andrea Pirlo (Juventus): Vero e proprio faro della nazionale, da lui sono passati e passeranno i palloni più difficili da gestire, che lui saprà rimettere in gioco per il bene della squadra. Perfettamente a suo agio nel centro del campo, condividerà la regia con Verratti, che lui stesso ha eletto suo erede naturale. Con il doppio playmaker, il resto del centrocampo si comporrà di mediani che recuperino palla ed incursori che facciano movimento attorno a Pirlo e Verratti, sfruttando la ragnatela di gioco che i due sapranno comporre. Viste le 35 candeline sulla torta, ha già annunciato che sarà il suo ultimo atto con la Nazionale; ma, visto a che livelli ha giocato con la Juventus quest'anno, non ci sono sicuramente problemi sulla tenuta fisica.


Marco Parolo (Parma): Qualitativamente inferiore a tutti gli altri, diventa quantitativamente importantissimo perché anche lui, come Aquilani, è in grado di interpretare qualsiasi ruolo a centrocampo. Utilissimo per il turnover al quale un mondiale obbliga sempre, Parolo è un altro dei protagonisti del miracoloso Parma che ha raggiunto il sesto posto; un merito che lo ha premiato con la convocazione al mondiale.


Marco Verratti (PSG): Da giovane promessa a perno del centrocampo il passo è stato breve, ma Verratti è abituato a salti lunghi e ben distesi: nel 2012 passa dal Pescara al PSG per 14milioni, dalla promozione in Serie A direttamente alla Champions League. Fino all'ultimo il c.t. Prandelli ci ha tenuti sulle spine e poi ha deciso di convocarlo, complice magari l'infortunio di Montolivo che ha portato alla doppia conferma obbligata di Verratti e Parolo insieme. Nel PSG gioca a destra del centrocampo, con Thiago Motta a sinistra ed un mediano al centro; con la Nazionale giocherà probabilmente a destra con Pirlo a sinistra e De Rossi davanti alla difesa, in modo da giocare col doppio playmaker.


Claudio Marchisio (Juventus): Ennesimo centrocampista duttile della Nazionale ma, tra i duttili, è il dodicesimo uomo; oltre che duttile, infatti, Marchisio è anche molto mobile e può permettersi di giocare sia da regista che da mediano che anche da incursore. Ha piedi, cervello e grinta da poter sostituire tutti: una polivalenza non da poco, che può portare Prandelli a considerarlo il titolare a sinistra in un centrocampo a 5. È in grado anche di giocare dietro le punte, fungendo da collante tra la trequarti campo e il resto della squadra.


Antonio Candreva (Lazio): Nato come esterno di centrocampo, Candreva si è reinventato mezz'ala destra ed esterno d'attacco ma può fare anche il trequartista a sostegno dell'unica punta. Molto rapido, abile nel dribbling e con un tiro da fuori micidiale; è uno dei titolari del centrocampo folto ideato da Prandelli, precisamente nel ruolo di appoggio alla punta. Tuttavia, vista l'abbondanza di attaccanti che il c.t. ha portato in Brasile, è uno dei più a rischio esclusione tra i titolari. Come Marchisio, è un dodicesimo uomo e rappresenta un'alternativa certa in più ruoli, sia a partita in corso che per il turnover.
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