Fino a qualche anno fa avremmo tutti sorriso nell’immaginareche una società storica e gloriosa qual è l’Internazionale Milano Football clubfosse finita nelle mani di un indonesiano. E invece, complice un calciototalmente cambiato, le cose sono finite proprio così. Massimo Moratti, figliodel vincente Angelo, il Presidente del Triplete, ma anche di tanti allenatoriesonerati, bidoni e miliardi (di vecchie lire) spesi, ha dovuto cedere il club.Ma in fondo, è curioso anche vedere che la Roma sia in mano agli americani. Etanti altri club italiani, prestigiosi o meno, rischiano di avere la stessasorte.

Ma ai giallorossi è andata bene e lo stesso Erick Thohir, ufficialmentePresidente dell’Inter dallo scorso 15 novembre, sembra aver imboccato la stradagiusta. A La Stampa ha rivelato, tra le altre cose, i piani per la sua Inter maha anche fatto cenno a come è cambiata la sua vita privata.

L’intervista si apre con il cambio delle abitudini: «Quandovado a trovare i ragazzi della Dc United, giro tranquillamente in jeans emaglietta. Da voi i tifosi sono scatenati, non posso uscire che mi circondano.Sono diventato più italiano, mangio più pasta e ho preso anche qualche chilo».Poi, dopo qualche domanda sulla Serie A, passa ai progetti per l’Inter:«Sarebbe un sogno vincere. Tutti noi conosciamo la storia dell’Inter, in dueanni vogliamo tornare tra i dieci club più forti del mondo.

Sul campo dobbiamodare continuità alla presenza in Europa, e stiamo andando in questadirezione. Fuori, invece, serve una forte struttura manageriale. Eanche qui, ho scelto le persone giuste». In effetti Thohir ha cambiato radicalmentela struttura manageriale, circondandosi di nomi importanti provenienti daesperienze di spessore internazionale.

E’ stata data anche piena fiducia a PieroAusilio, a differenza di Marco Branca, confermato, e al quale sono stati datipieni poteri di mercato con buoni risultati. Non a caso gli è stato rinnovatoil contratto fino al 2017.

Poi parla della squadra, del tecnico e del mercato: «Siamopassati da un ottavo a un quinto posto, ma anche questa è una posizione che cista stretta.

Dobbiamo fare qualcosa di più perché abbiamo un tecnico competentee una squadra competitiva fatta di 25 giocatori. E possono bastare (…) Siamo aposto, piuttosto vorrei dare tranquillità ai giocatori con alcuni rinnoviimportanti come quelli di Icardi e Kovacic». Poi il confronto con la Juve, sucui si chiede un confronto con la sua squadra: «Non li abbiamo ancoraaffrontati e quindi diventa difficile dirlo. Se guardiamo questo inizio dicampionato direi che possiamo benissimo competere con loro. Ma il nostroobiettivo è migliorare il quinto posto, certo vincere lo scudetto non sarebbepoi male».

E’ un Thohir coi piedi per terra dunque, che in meno di unoanno da Presidente ha già capito quanto il nostro campionato sia difficile.

Mavuole migliorare il quinto posto dell’anno scorso e al contempo andarci cauti,cercando di tenersi i propri giovani. Del resto lo aveva detto chiaramente allaprima conferenza stampa: per ritornare competitivi servivano tre anni. Il primoè già passato, il secondo sembra essere iniziato col piede giusto. A parte Romae Juventus, la squadra nerazzurra è sullo stesso gradino di Napoli, Fiorentinae Milan. Dunque un terzo posto utile per la Champions è più che raggiungibile;senza perdere d’occhio l’Europa league, che offre l’approdo diretto alla piùimportante competizione europea. 

Segui la pagina Inter
Segui
Segui la pagina Calciomercato
Segui
Segui la nostra pagina Facebook!