Il 2014 per l'ex allenatore della nazionale italiana Cesare Prandelli, non rientrerà certo tra quelle annate da ricordare, ma sicuramente ha un posto d'onore tra quelle da dimenticare più in fretta possibile. Uno dei marchi per eccellenza del calcio italiano, ovvero l'allenatore brutto da vedere magari sotto l'aspetto del gioco ma terribilmente cinico e vincente in campo, grazie a delle conoscenze tattiche importanti da far valere specialmente in campo internazionale e nei campionati esteri, è stato definitivamente sfatato con Cesare Prandelli che è stato esonerato dai turchi del Galatasaray, in seguito alla sconfitta patita in Champions League mercoledì sera contro l'Anderlecht, gara persa per 2-0 a Bruxelles.



L'ennesima debacle di una stagione maledetta, anzi di un anno che sembra non conoscere fine: dopo una buona Confederation Cup, con gli azzurri arrivati in terza posizione grazie alla vittoria per 3-2 contro l'Uruguay, dopo esser usciti senza sfigurare solo ai rigori a scapito delle allora indomabili furie rosse della Spagna, e il rinnovo di contratto con la FIGC, arrivano solo grandi batoste. Dopo l'illusoria gara inaugurale dell'esordio mondiale, con il record di passaggi riusciti e la vittoria per due a zero contro l'Inghilterra, che a conti fatti si dimostra l'avversario più debole del girone, arrivano solo amare delusioni, con le sconfitte contro Uruguay e addirittura Costa Rica, arrivate entrambe per 1-0 con prestazioni davvero poco belle da guardare sul piano del gioco e della concretezza. Le dimissioni da tecnico dell'Italia e il fallimento mondiale non sembrano però precludere le porte a Cesare Prandelli di un top club europeo, almeno a livello di ingaggio: a farsi avanti infatti chiedendone le prestazioni sportive è il Galatasaray dell'ex Roberto Mancini, voglioso di rimanere ai vertici europei dopo la discreta annata agli ordini del tecnico attualmente all'Inter. 5 Milioni netti a stagione il costo di questo oneroso investimento che si rileva più sbagliato che mai: i turchi infatti sono fuori dall'Europa, e Prandelli viene esonerato con il considerevole bottino della metà delle partite giocate terminate con 0 punti.