Molti ricorderanno la clamorosa trattativa fallita tra il Milan e Tevez, ma non tutti sanno che la prima squadra italiana a cercare l'argentino fu l'Inter dell'allora presidente Massimo Moratti e del tecnico Claudio Ranieri. Tevez era ormai da tempo ai ferri corti con l'attuale tecnico nerazzurro Roberto Mancini e il suo agente Kim Joorabchian si attivò nel mercato invernale del 2012 per cercare una nuova sistemazione al suo assistito finito ai margini della rosa Manchester City. L'Inter di Massimo Moratti era molto interessata a portare l'Apache alla Pinetina, e così l'allora numero uno nerazzurro chiese consiglio a Claudio Ranieri che era subentrato all'esonerato Giampiero Gasperini.

Il tecnico romano rispose di lasciar perdere Carlitos Tevez e di concentrarsi piuttosto sul ritorno in nerazzurro del giovane italiano Mattia Destro che si stava mettendo in luce a suon di gol nel Siena.

Il giovane attaccante era cresciuto nelle giovanili dell'Inter e metà del suo cartellino fu ceduto al Genoa nell'ambito dell'operazione Milito-Motta, mentre l'altra metà fu data ai toscani con la formula del prestito con diritto di riscatto. Il giocatore rimase però al Siena anche dopo il mercato invernale e realizzò ben 12 reti in campionato, convincendo così la Roma di Zdenek Zeman a sborsare ben 15 milioni di euro per acquistarlo nell'estate del 2012.

Tevez, invece, fu proposto al Milan di Galliani che si mosse immediatamente per vendere Pato al PSG e portare l'argentino in maglia rossonera.

Tutto era già pronto e mancavano solo le rispettive firme, ma all'ultimo il presidente Berlusconi (e la figlia Barbara) si opposero alla cessione del brasiliano. 18 mesi dopo, il Milan orfano di Pato provò a convincere nuovamente Tevez a trasferirsi in maglia rossonera, ma la Juventus ebbe la meglio e acquistò l'Apache per la modica cifra di 9,5 milioni, realizzando così uno dei migliori affari della gestione Marotta e provocando grandissimi rimpianti nei milanisti e anche nei tifosi nerazzurri. Il resto della vicenda è ben noto a tutti.