Inossidabile. Nemmeno l'operazione internazionale dell'FBI e della procura svizzera, che ha portato a 7 arresti di alti dirigenti FIFA con l'accusa di corruzione, è riuscita a disarcionare Sepp Blatter dalla poltrona a cui è incollato da ben 18 anni. Il 79enne svizzero alla prima votazione aveva ottenuto 133 voti contro i 73 del principe Al-Hussein di Giordania, ritiratosi prima della seconda votazione. Blatter viene dunque riconfermato per la quinta volta al vertice del calcio mondiale esclamando trionfante "Let's go Fifa!", tutto questo mentre i suoi uomini sono in carcere in attesa di interrogatorio, e mentre i seguaci del pallone di tutto il mondo assistono nauseati a questa grottesca sagra del magnamagna.

Da colonnello a dittatore

A chi gli chiedeva un passo indietro, in primis il Presidente Uefa Michel Platini, l'ex colonnello svizzero ha risposto con un gelido "Troppo tardi". Ormai i giochi erano fatti, troppe promesse erano arrivate a destinazione. Blatter ha compensato il voto contrario di Europa (Russia a parte), Usa e Canada con l'appoggio incondizionato e compatto di Africa ed Asia. Vladimir Putin, complimentandosi con il vincitore, si è affrettato a precisare che "l'assegnazione dei Mondiali del 2018 alla Russia non è in discussione" (fonte: ilmessaggero.it), scagliandosi poi contro gli Usa: "L'indagine americana sui dirigenti Fifa è l'ultimo tentativo da parte degli Usa di estendere la propria giurisdizione su altri paesi".

Ora il vero pericolo per Blatter è rappresentato dal possibile allontanamento degli sponsor: il danno d'immagine non può essere ignorato dai maggiori partner della Fifa.

Ex calciatore? Non è Figo

L'ex fuoriclasse portoghese Luis Figo, Pallone d'Oro nel 2000 ed a lungo candidato alla Presidenza, spara a ruota libera sui vertici Fifa: "Oggi è una giornata nera. Ha perso il calcio e quelli che lo amano. Il signor Blatter tollerava la corruzione, la sua rielezione dimostra che l'organizzazione Fifa è malata". Figo aveva recentemente ritirato la propria candidatura.