Èfinita. Con la sconfitta per 2-0 all'Olimpico di Roma contro la Lazio, l'Inter è aritmeticamente fuori dalla prossima Champions League. Per il quinto anno consecutivo, i nerazzurri saranno costretti a guardare in tv il meglio del calcio europeo, nonostante gli obiettivi sbandierati già dalla fine della stagione scorsa e l'illusoria partenza di quella attuale. I proclami di Mancini del maggio 2015 ("L'anno prossimo lotteremo per il titolo"), sono evaporati come neve al sole, considerando i 24 punti che separano l'Inter dalla Juventus a due giornate dal termine.

"Molli, pietosi e senza qualità"

L'analisi del tecnico di Jesi (il più pagato della Serie A con oltre 4 milioni netti) a fine gara è disarmante: "L'impatto della squadra sulla partita è stato pietoso. Sembrava una partita di pre-stagione. I primi 20 minuti sono stati i peggiori di sempre. Manca qualità, personalità e concentrazione". In pratica una sorta di autoaccusa, anche se inconsapevole. Infatti, a meno di non voler attribuire le colpe di tutto questo alle moviole, alla Lega o all'effetto-serra, sono tutti sintomi riconducibili all'incapacità dell'allenatore di plasmare una rosa completa ed affidabile in fase di mercato, nonché di trarre il massimo dai giocatori a disposizione.

Da sottolineare come l'Inter "godesse" anche del vantaggio di non giocare le coppe, il che toglie qualsiasi appiglio al tecnico marchigiano il quale però, con lodevole coraggio, parla di "stagione comunque positiva".

Il Balotelli dei mister

Dopo una carriera da calciatore di indubbia classe, anche se frenata soprattutto in Nazionale da un temperamento talvolta fuori dalle righe, Mancini ha vissuto fino ad oggi un percorso da mister tra luci ed ombre, condizionato (sia nel bene che nel male) da una sopravvalutazione dei suoi successi alla prima esperienza interista, maturati nell'irreale contesto post-Calciopoli.

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Col biglietto da visita di un nuovo Messia del calcio, al pari di Mourinho o Guardiola, il Mancio viene ingaggiato nel 2009 dal Manchester City, che lo ricopre d'oro ed esaudisce qualsiasi sua richiesta di mercato. Compreso, nell'estate 2010, Mario Balotelli, su cui il tecnico scommette ad occhi chiusi. Risultato: il City vince il titolo 2012 con 2 gol nei minuti di recupero nell'ultima gara contro il QPR, ribaltando il risultato dopo che i giocatori avversari avevano appreso dalla panchina la notizia di essere salvi.

Per il resto, risultati disastrosi in rapporto agli investimenti, culminati con la sconfitta in finale di Coppa d'Inghilterra 2013 con il retrocesso Wigan, che gli costò l'esonero. Dopo una breve parentesi in Turchia , il ritorno a casa. Accolto come il salvatore della patria, ora c'è addirittura chi rimpiange un certo Walter Mazzarri.

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