Dopo le anticipazioni che abbiamo dato un paio di settimane fa sulla situazione patrimoniale della Samp, torniamo sul tema dal momento che la società blucerchiata ha reso pubblico il proprio bilancio. Cosa che nei prossimi giorni toccherà anche al Genoa e, sebbene i Rossoblu appaiano spesso nell'occhio del ciclone a differenza dei "cugini", qualche altra valutazione è possibile farla sui conti di questi ultimi.

Premessa

La premessa necessaria è che i bilanci emessi a questo punto dell'anno rappresentano qualcosa di parziale perché, oltre a cristallizzare la realtà al 31 dicembre 2014, non sono disponibili le cifre della holding grazie a cui si sarebbe potuto avere un quadro più completo.

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In ogni caso, grazie ai 36 milioni già erogati dalla famiglia Garrone i conti doriani sembrano apparentemente inattaccabili. Al punto che non si è creata la necessità di attingere dai fondi provenienti dai diritti tv, anticipati ma non incassati. Tutto questo nonostante un passivo di oltre 24 milioni di euro, certificato con una nota della società a maggio.

Gli obiettivi futuri

Dal punto di vista tecnico (oltre che finanziario) è stato approvato un piano triennale lo scorso mese di febbraio e i punti su cui si intende fondarlo sono essenzialmente i seguenti: gli "obiettivi di piano" saranno perseguiti grazie all'incremento del valore dei diritti di broadcasting scaturito dalla contrattazione collettiva che ha visto aumentare il valore della Serie A rispetto al triennio precedente.

Previsto il decremento del monte ingaggi e la vendita di quei calciatori considerati come una sorta di fardello sia a livello tecnico che di bilancio.

Sampdoria e plusvalenze

Dunque anche per la Samp, come storicamente accade per il Genoa di Enrico Preziosi, si legge dalle righe del bilancio che sarà necessario ricorrere alle tanto vituperate plusvalenze. Ovvero acquisire un giocatore a poco e rivenderlo a tanto, cosa che sarà difficile possa accadere coi vari Correa, Bonazzoli, Barreto o Muriel (strapagati) più probabile con un Eder rinvigorito (nel prezzo, almeno) dal recente exploit in azzurro o con altri pezzi pregiati come Soriano.

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Infine, i fidi bancari tutt'ora in essere sono stati prorogati anche dopo la scadenza naturale prevista per il 30 giugno. Quindi, almeno per un altro anno, la Samp può continuare la propria attività contando sulla solidità non tanto dell'azionista attuale di riferimento, quanto su quella dei sempre indispensabili Garrone. Insomma, se Massimo Ferrero sarà in grado di camminare con le proprie gambe (sempre ammesso che, Garrone a parte, non ci siano altri soggetti a sorreggerlo) dovrà dimostrarlo nel prossimo anno solare quando, forse, potrebbe essere costretto a trovare risorse non solo per la Samp ma anche per la vecchia storia della Livingstone.

Ora?

Che i Garrone abbiano o meno intenzione di continuare a foraggiare all'infinito la Samp, è tutto da dimostrare. Tuttavia, come riportato da Tuttosport, si chiederà a San Quirico (leggasi Garrone) di "intervenire mediante apporti diretti" o, in alternativa, "attraverso il riconoscimento dell'indennizzo dovuto in conseguenza del reclamo ai sensi dell'articolo 5.3 del contratto" con cui furono acquisite le partecipazioni sia in Sampdoria Holding che in Uc Sampdoria. In pratica, uno o qualche milioncino lo metterebbe Ferrero e il resto gli ex proprietari che, a questo punto, possono ancora essere considerati "moralmente" tali. Almeno fino a quando la Sampdoria sopravvivrà nel calcio dei soldi, quelli veri.
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