Alla vigilia di questa partita c'era il timore che l'Italia di Conte, priva di molti titolari per cali di forma ed infortuni, non riuscisse a fare punti e fosse, addirittura, una sorta di vittima predestinata della forte squadra croata, capolista del girone e piena di talenti come Rakitic (neo campione d'Europa con il Barcellona), Mandzukic, Kovacic e altri.
Le paure non si sono avverate e la squadra di Conte ha fatto un punto preziosissimo che la avvicina sempre di più alla qualificazione ai prossimi Europei in Francia.
Ma c'è anche da dire che, oltre al punto, la squadra di Conte, pur con tutte le attenuanti dovute alle assenze e alla scarsa forma di fine stagione, ha anche convinto, facendo vedere a sprazzi una buona organizzazione di gioco e una discreta grinta.
L'andamento della partita
L'inizio del match non è dei migliori per gli azzurri che, vittime di incertezze difensive, concedono subito un rigore agli avversari, parato poi da Buffon.
Dopo un gol regolare di El Shaarawy annullato ingiustamente dall'arbitro Atkinson, la Croazia passa in vantaggio grazie ad un gol in contropiede di Rakitic.
Ma da questo momento in poi l'Italia comincia a gestire la partita e ad imporre il proprio gioco, e il risultato di questo miglioramento è un rigore trasformato (con un cucchiaio) da Candreva (penalty concesso per un fallo di mano in area di Mandzukic).
Nel secondo tempo continua il predominio azzurro ma, anche per un errore grossolano di Parolo, il risultato non cambia: 1 a 1.
L'Italia, per quanto riguarda la classifica del girone, rimane saldamente al secondo posto e, anche per la buona prova fornita in emergenza e su un campo difficile, può guardare al futuro con fiducia ed ottimismo.
L'episodio della svastica disegnata sul campo
Questa partita passerà certamente alla storia anche e soprattutto per uno spiacevole episodio extracalcistico: ad un certo punto dell'incontro è risultata evidente a tutti una grossa svastica disegnata (molto probabilmente con della vernice) sul terreno di gioco.
Nell'intervallo del match alcuni addetti allo stadio (impianto già a porte chiuse per pregressi episodi di violenza e razzismo) hanno cercato di cancellare il famigerato simbolo nazista (tracciato nottetempo da qualche facinoroso ultrà croato di estrema destra), ma ormai il danno era fatto.
L'Uefa e il governo di Zagabria hanno già avviato delle inchieste e le ripercussioni per la squadra croata potrebbero essere esemplari: si parla anche di squalifica dall'Europeo.