L'amarezza per aver perso la finale di Champions League contro il Barcellona è tanta ma la Juventus può dire di essere uscita a testa alta. La squadra bianconera può dire di aver giocato due finali, perché il match contro il Real Madrid tale era: una finale anticipata.

Se contro Cristiano Ronaldo e soci, la Juventus è riuscita a trionfare, contro il Barcellona, lo scoglio è stato insormontabile seppur i catalani - a tratti - abbiano tremato. I tifosi non potevano chiedere di più alla Juventus, ancor meno possono farlo quanti lo scorso luglio hanno letteralmente assaltato l'auto sulla quale viaggiavano Andrea Agnelli, il direttore Marotta e un signore dal passato giudicato (da alcuni) infame: Massimiliano Allegri.

La società e i calciatori hanno fatto un grande lavoro, ma è indubbio il contributo determinante di Allegri in questa stagione comunque trionfante. L'amarezza dei tifosi è palpabile, la Torino bianconera è listata a lutto ma non solo. In tante città italiane si preparava la festa. Si sa la Juventus ha tifosi in ogni angolo d'Italia.

Fuochi d'artificio dopo la sconfitta della Juventus 

Eppure, nonostante la sconfitta, in alcune città italiane la festa c'è stata. Si è festeggiato il Barcellona, o meglio, si è festeggiata la sconfitta della Juventus. I festeggiamenti più eclatanti ci sono stati a Napoli; città eterna rivale della squadra bianconera nonostante anche nel capoluogo campano gli juventini abbondino.

Il quotidiano Il Mattino riporta di fuochi d'artificio fatti esplodere tra urla di gioia. Si dice di caroselli per le vie della città con trombette e clacson suonati a tutto spiano. Da Forcella a Posillipo, quartieri diametralmente opposti, il disprezzo per la Juve è stato unanime.

Nei bar e ristoranti i calici si sono levati al cielo per brindare alla disfatta bianconera.

Chissà se dopo aver visto i bicchieri vuoti, un groppo alla gola non abbia fatto presente che c'era poco da festeggiare. Si è brindato con il veleno dal gusto amaro di una stagione iniziata male e finita peggio con il Napoli partito proclamando la voglia di scudetto e arrivato mestamente quinto in campionato, contestato dai tifosi.