Nessuna offerta per il salvataggio del club

Dopo aver atteso invano offerte dai due principali interessati al salvataggio della società calcistica, Piazza e Corrado, il Parma Football Club è stato dichiarato ufficialmente fallito nella giornata di oggi, 22 giugno 2015, alle ore 14, termine ultimo per far pervenire alla società qualunque proposta pecuniaria.

Dopo 102 anni di storia, al termine di una stagione calcistica decisamente tribolata, la squadra rappresentativa del capoluogo emiliano si trova quindi a dover salutare il calcio dei grandi professionisti e ripartire di conseguenza dai dilettanti.

La bancarotta, sebbene la società versasse in gravi problemi finanziari da anni, era già nell'aria fin dallo scorso 19 marzo, data in cui era stata pronunciata la prima sentenza fallimentare, arrivata come una liberazione del club dalle mani di Giampietro Manenti, uno dei protagonisti della parabola discendente del prestigio del Parma, con conseguente assegnazione della squadra a due curatori fallimentari, Angelo Anedda e Alberto Guiotto.

Già in quella data i numeri erano degni del gigante Gargantua: quasi 220 milioni di debiti, circa 75 quelli legati al mondo dello sport, 68 dei quali verso i giocatori.

Quindi, a seguito del forfait delle due cordate principali, alle ore 15 di oggi il giudice delegato Pietro Rogato ha incontrato i due curatori e il comitato dei creditori per l'ufficiale messa in liquidazione della società.

Ricominciare da zero dopo tanti successi

A seguito di questo nefasto evento, il club dovrà quindi ripartire dalla Serie D, il campionato dilettantistico di punta della Serie Nazionale Dilettanti, quarto in ordine di importanza dopo Serie A, Serie B e Lega Pro (l'ex Serie C), con conseguente difficoltà nell'organizzazione della squadra.

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Serie D

Lo stadio Ennio Tardini, che dal 1923 ospita i gialloblu, dovrà quindi attendere un po' prima di accogliere nuovamente il calcio dei grandi club, nel quale il Parma FC ha conquistato un palmarès di tutto rispetto, con 3 trionfi in Coppa Italia, uno in Supercoppa Italiana, uno in Coppa delle Coppe, due in Coppa UEFA e uno in Supercoppa UEFA.

La retrocessione del Club emiliano libererà quindi, per la prossima stagione, un posto in Serie B, che alla luce della situazione attuale dovrebbe essere occupato dal Brescia, altrimenti relegato al campionato di Lega Pro.

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