Il rapporto professionale tra l'Inter e il trequartista svizzero Xherdan Shaqiri è paragonabile a un fuoco di paglia, un fugace amore estivo, un matrimonio durato solo il viaggio di nozze. Arrivato a gennaio dal Bayern Monaco accolto dal calore dei tifosi, nonostante il freddo invernale, e voluto fortemente da Mancini per colmare il lato destro dell'attacco, ha giocato solo le prime gare da titolare.

Per poi finire gradualmente sulla panchina dalla quale non si è più alzato. Ha collezionato venti presenze (ma poche da titolare), segnando tre reti (solo una in campionato, contro l'Atalanta, peraltro su rigore intuito dal portiere).

Mancini lo ha scaricato poco dopo

Con l'arrivo della nuova stagione è stato subito messo sulla lista dei partenti, tra quelli che servono a fare cassa per il mercato in entrata.

Motivo? Per il Mancio lo svizzero non sa fare la fase difensiva. Inoltre tende ad accentrarsi mentre a lui serve uno che attacchi la profondità (come Perisic ad esempio). La sua cessione è stata tutt'altro che facile, dato che il giocatore non voleva lasciare Milano e ha ceduto solo alle lusinghe dello Stoke City. I Potters lo hanno preso per diciassette milioni. Inevitabile da parte sua parole di fuoco contro l'ex club che lo ha preso velocemente con la stessa rapidità col quale lo ha scaricato…

Felice di essersene andato

Così Shaqiri nella conferenza stampa di presentazione: "Il mio periodo all'Inter è durato poco, e ne sono felice, perché molte cose non funzionavano bene”.

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Una frase secca, che dice tutto sul breve rapporto tra le parti, ma che lascia anche tanti 'non detti'. Quali sono le cose che non funzionavano bene? L'allenatore? L'organizzazione della società? Ma ormai conta poco. I tifosi interisti non hanno avuto neanche il modo di rimpiangerlo.

La carriera del giocatore

Xherdan Shaqiri è un calciatore albanese naturalizzato svizzero, 24 anni il prossimo 10 ottobre.

Nazionale svizzero, è emerso nelle fila del Basilea per poi passare al Bayern Monaco nel 2012, dove ha collezionato 52 presenze e 11 reti. Il resto è storia di oggi.

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