Inter-Juventus non tradisce mai, nemmeno quando il risultato resta in bilico. Il Derby d’Italia, fermo sull’1-1 al termine del primo tempo, è già entrato nel vivo non solo per quanto mostrato sul campo, ma soprattutto per le polemiche che hanno accompagnato i primi quarantacinque minuti di gioco. A far discutere, inevitabilmente, è stata l’espulsione di Pierre Kalulu, episodio destinato a pesare come un macigno sull’economia della gara. I bianconeri si ritroveranno infatti ad affrontare l’intera ripresa in inferiorità numerica, in una sfida già di per sé carica di tensione e significati, con il rischio concreto che l’episodio arbitrale finisca per condizionare l’andamento del match e il giudizio finale.

Il doppio giallo di Kalulu: primo fallo netto, secondo tutto da discutere

La decisione dell’arbitro Federico La Penna arriva al termine di un primo tempo acceso e combattuto. Il primo cartellino giallo mostrato a Kalulu è difficilmente contestabile: il difensore della Juventus interviene in ritardo su Nicolò Barella, interrompendo un’azione potenzialmente pericolosa. Un’ammonizione che rientra nei canoni della direzione di gara e che non ha suscitato particolari proteste. Ben diverso, invece, il giudizio sul secondo episodio, quello che ha portato alla somma delle ammonizioni e al conseguente cartellino rosso. Kalulu viene punito per un presunto fallo su Bastoni, lanciato in campo aperto. Dal vivo l’intervento sembra più grave, ma le immagini trasmesse immediatamente dopo raccontano una dinamica molto meno netta: il francese si limita a un leggerissimo trattenimento della maglia, senza sbilanciare l’avversario né impedirgli realmente la corsa.

Un contatto minimo, che difficilmente appare da secondo giallo in una partita di questo peso.

Le proteste bianconere e il limite del VAR

La reazione di Kalulu al momento dell’espulsione è eloquente. Il difensore resta incredulo davanti alla decisione di La Penna, manifestando apertamente la sensazione di non aver commesso un fallo tale da giustificare un secondo giallo. Proteste immediate anche dalla panchina della Juventus, consapevole di come l’episodio possa indirizzare il match. Tuttavia, in questo caso, il VAR non può intervenire: il protocollo è chiaro e non consente la revisione delle ammonizioni, se non in caso di scambio di persona. Una regola che, ancora una volta, alimenta il dibattito e lascia spazio a recriminazioni.