C'era un momento della partita, nettamente sfavorevole, in cui il Grande Torino si scatenava nel cosiddetto "Quarto d'ora granata". Bastava un cenno del capitano Valentino Mazzola, che tirava su le maniche della maglia, alzava lo sguardo verso la Tribuna dello stadio Filadelfia e richiamava l'attenzione di Oreste Bolmida, un tifoso che dalla sua tromba faceva partire semplicemente tre squilli. Da quel momento, atteso con notevole trepidazione, il Toro cambiava volto e saliva in cattedra.

In appena quindici minuti, ne bastavano tanti o poco più, quella squadra era capace di pareggiare i conti e ribaltare il risultato. Epico il 4-3 sulla Lazio, da uno 0-3. Era il 30 maggio del 1948.

A distanza di oltre mezzo secolo la storia si ripete.

Di quel Grande Toro resta l'anima in campo e sugli spalti. E riflettendo su quanto accaduto domenica sera in un Torino-Pescara di metà agosto, in Coppa Italia, quel quarto d'ora c'è stato.

Eccome. Ma non tutti l'hanno notato, forse distratti dall’atmosfera vacanziera e dalle incessanti voci di calciomercato. Solo quelli che non dimenticano la storia, e non sono molti, hanno avvertito i brividi di quel magico quarto d’ora. Non c'era il trombettiere di un tempo. Solo e soprattutto l'incitamento senza fine del cuore della tifoseria granata. A dare la carica un instancabile Quagliarella.

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Dal minuto successivo al vantaggio abruzzese, quindi dal 18’, ai gol di Baselli, 1-1 al 27’, e Acquah, 2-1 al 33’, sono trascorsi proprio quei fatidici quindici minuti. Poi, come in quel tempo in cui il Toro, suonata la carica, non si fermava più, travolgendo gli avversari, sono arrivati altri due gol, di Maxi Lopez e Martinez, l’ultimo con un Pescara ormai in ginocchio.

Sarebbe bello se in casa granata si rivedesse l'affermazione all’Olimpico in questa chiave.

Forse non tutti, fra giocatori e addetti ai lavori, conoscono o hanno sentito mai parlare di quel “Quarto d’ora”. E sarebbe straordinario se ciascuno lo portasse dentro anche nelle prossime partite. Tifosi compresi. La vera forza del Toro sta anche nella sua storia.

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