Dopo la sconfitta di ieri con il Napoli, si fa sempre più scuro e tortuoso il cammino della Juventus  in questa nuova Serie A. Deludenti i risultati arrivati in queste prime 6 partite di campionato con solo 5 punti conquistati ed una qualità di gioco che non riflette le singole individualità che compongono il mosaico bianconero.

Criticità

Un Juve che nonostante una campagna acquisti ( seppur a tratti illogica) di notevole spessore non riesce a reimpostarsi dopo l'addio dei suoi tre uomini migliori: Pirlo, Tevez , Vidal.

Si sente la mancanza di un leader in campo e anche la mancanza di Marchisio per infortunio non aiuta: al momento è lui l'uomo migliore che può risollevare le sorti della squadra, in mediana Hernanes e Lemina non garantiscono quelle geometrie e quella mentalità tattica che servono per dettare i tempi giusti di gioco e se non ci fosse Bonucci ad impostare la Juventus perderebbe ancora di più parte di quel suo modo di giocare che l'ha resa grande in questi ultimi anni.

Oltre alla mancanza di un leader in campo (tralasciando Buffon ovviamente essendo impossibilitato a guidare la squadra durante la partita potendo gestire solo la difesa) manca anche quel giocatore in grado di fare quello che faceva Tevez: muoversi tra le linee di attacco andandosi a prendere il pallone a centrocampo. Un attaccante a tutto tondo. L'uomo ideale sarebbe Morata a fare questo tipo di gioco: velocità e fisico, nonché un buon controllo palla, fanno sì che lo spagnolo possa muoversi tra gli spazi ed essere punto di riferimento per i centrocampisti, ma gli infortuni recenti lo stanno penalizzando fortemente anche se quando c'è la sua presenza si sente e può far male in ogni momento.

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Juventus Serie A

Allegri potrebbe puntare anche su Dybala per trasformarlo nel nuovo Tevez ma serve costanza e dosaggio negli allenamenti, cosa che il tecnico livornese sa come si fa vedendo come ha trasformato in poco tempo Morata lo scorso anno. Anche lo stesso Allegri ha le sue colpe per questo pessimo inizio di stagione. Dalla prima giornata di campionato ancora non ha trovato il modulo giusto per far giocare i suoi: ne abbiamo visti vari, dal canonico 3 5 2 fino ad arrivare al 4 4 2, passando per il 4 3 1 2 ( forse quello più opportuno visto i risultati dello scorso anno).

Ma non c'è mai stata una scelta precisa su quale utilizzare,complici anche i parecchi infortuni e quei giocatori che hanno bisogno di essere valorizzati inserendoli nel ruolo in cui giocano meglio. Altro rimprovero da fare ad Allegri, oltre alle incertezze tattiche, riguarda alcune scelte di formazione e di sostituzioni in corso d'opera che non convincono e che molto spesso si rivelano inutili se non dannose per la squadra.

Perciò diventa inutile dare la colpa all'inesperienza o al momento di ricostruzione della squadra, ci sono molti assenti che potrebbero fare la differenza, ma quello che manca davvero è una spinta psicologica forte per ridare grinta e la fame di vittorie, la concentrazione e la voglia di prendersi tutto. Un segnale che deve ripartire in primis dalla difesa, catastrofica questo inizio di stagione nonostante sia la stessa che per quattro anni consecutivi ha fatto dimenticare agli avversari come si segna.

Giusto per fare un po di cifre: lo scorso anno il primo gol arrivò dopo 6 partite, ora dopo 6 partite sono stati 7 i gol incassati dal muro bianconero.

Il calcio è fatto di cicli

 Si vince e si perde, si cade e si ci rialza, prima o poi tutte provano questa dura legge, ma la Juventus non può brancolare nel buio, sono passati i tempi dei settimi posti e dei debiti societari. La squadra c'è, manca il gioco che va ritrovato. La Champions e il Siviglia mercoledi, il Bologna domenica prossima,entrambe allo Stadium, sono il trampolino giusto per rialzarsi, per dare un segnale forte ai tifosi. Il campionato è ancora lungo e c'è tutto il tempo per riprendersi, però ci vogliono subito i tre punti perché alla fine come diceva qualcuno: " Vincere non è importante, è l'unica cosa che conta". 

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