L'improvviso addio di Antonio Conte alla Juventus ha spiazzato un po’ tutti, tifosi bianconeri e addetti ai lavori. Passato sulla panchina dei bianconeri nell'estate 2011, ha portato la 'Vecchia signora' a vincere lo scudetto per per tre stagioni consecutive, impresa che in precedenza era riuscita solo a tre allenatori: Carcano, Capello e Mancini. Ha vinto anche due Supercoppe italiane nel 2012 e nel 2013. Poi l'addio e l'approdo alla Nazionale italiana il 19 agosto 2014, come successore di Cesare Prandelli. Un matrimonio non del tutto decollato, caratterizzato già da qualche polemica iniziale per la scarsa collaborazione dei grandi club.

Così come poco armonico è stato il divorzio con la Juventus. Un libro in uscita dal titolo 'Metodo Conte', scritto da Alessandro Alciato e anticipato dal quotidiano Tuttosport, rivela cosa è accaduto tra l'allenatore leccese e uno dei big della Juventus. Uno scontro veemente e spiazzante, che ha sprigionato come un vulcano quanto frullava in testa a Conte in quei giorni.

Il duro scontro con Buffon

In un capitolo del libro c'è proprio un passaggio che racconta di un episodio con il portiere nonché capitano della Juventus Gigi Buffon. La Juve è già Campione d'Italia, ma Conte vuole superare quota 100 punti in classifica battendo nell'ultima partita casalinga il Cagliari. Seduto in sala video con gli altri giocatori, Buffon si rivolge a lui dicendogli che il direttore (Marotta) voleva chiarire la questione dei premi da pagare alla squadra dopo la vittoria dello Scudetto.

In Conte scatta qualcosa, forse nel timore che la squadra potesse sentirsi già appagata senza voglia di superare quel record. Si rivolge a lui con queste parole: "Mi avete rotto! Rotto, capito? E adesso andate tutti fuori dalle palle. Fuori, non voglio più vedervi. Fuori ho detto!". Poi gli dice che da lui non se lo sarebbe mai aspettato e che non capisce un bel niente (nel libro però viene usata un'altra parola, che si può intuire).

Gli dà del deficiente, come al resto della squadra. Reputandolo altresì una delusione.

Conte voleva spronarli

Il capitolo però termina con le considerazioni del portierone bianconero, il quale ammette che la sfuriata del suo allenatore fosse "studiata a tavolino" per spronare i suoi giocatori. Che di fatti vinsero contro il Cagliari e ottennero il record.

Tuttavia, tra le parti il rapporto non è più stato idilliaco. Conte avrebbe detto al presidente della Federcalcio Tavecchio che ci sarebbe ''un disegno'' contro di lui e che la Juventus influirebbe sulla sua carriera nella Nazionale, remandogli contro. Del resto lo stesso Tavecchio ha ammesso qualche problema tra Conte e la Juventus. Insomma, tra Conte e la Juventus si è consumato un divorzio alla ''Cramer contro Cramer'' per intenderci.