Alessio Cerci, giramondo del calcio. Nato a Velletri il 23 luglio 1987 ha già cambiato molte squadre. In ordine cronologico: Roma, Brescia, Pisa, Atalanta, ancora Roma. Poi Fiorentina, Torino, Atletico Madrid, Milan e ora Genoa. In cerca di una consacrazione, l'attaccante esterno mancino dotato di buona tecnica, ha cambiato ripetutamente maglia. Ora veste rossoblu, giunto oggi 19 gennaio, dopo l'ok del fondo d'investimento proprietario insieme all'Atletico Madrid del suo cartellino.

Le brutte esperienze in Spagna e a Milano

Affermatosi coi granata, ha tentato la gloria nella Liga Spagnola, ma nell'Atletico non è stato quasi mai utilizzato.

Un pò come accaduto in Germania al suo gemello del gol in quel di Torino, Ciro Immobile. E così l'approdo al Milan, dove Mihajlovic ha tentato di inserirlo esterno alto di destra nel suo 4-3-3. Ma durante la sua permanenza a Milano è stato anche costretto a cancellare il suo profilo Facebook, dati i continui insulti dei tifosi rossoneri. Ora approda in un Genoa che non naviga certo in buone acque. Col tecnico Gasperini in rotta anche con una parte della tifoseria, assieme al Presidente Preziosi. Ma anche Cerci potrebbe avere problemi coi tifosi genoani, causa un tatuaggio. Ecco quale.

Quel tatuaggio che ricorda il gol proprio contro il Genoa

Era il 13 aprile del 2014 e a Torino si giocava Torino-Genoa.

Una gara molto importante per i sogni europei dei piemontesi. Eppure, il Genoa era andato in vantaggio all'85' con Gilardino. I granata erano riusciti a trovare il pareggio con Ciro Immobile al 93', ma poi fu proprio l'ala mancina ad inventarsi un gran gol al novantaquattresimo, portando il Torino clamorosamente in vantaggio.

Di qui la decisione di scrivere sul petto la data di quella rete: "13-04-14 47:47 st". Molti tifosi del Genoa non hanno certo dimenticato quella scritta e qualcuno sui social o intervistato in Tv lo ha già fatto sapere. Ma Cerci è abituato alle strade in salita e l'unico modo per percorrerle è quello delle buone prestazioni in campo.