Ben 23 vittorie nelle ultime 24 partite, difesa blindata e tanti gol realizzati: il ruolino di marcia della Juventus parla chiaro e ci consegna una squadra con numeri da record. I bianconeri stanno meritando la conquista dell’ennesimo scudettopiù di chiunque altro che, a differenza della "Vecchia Signora", non ha dimostrato né la stessa tenuta mentale, né la stessa grinta, elementi che probabilmente hanno fatto la differenza rispetto a tutte le altre compagini. Queste ultime, infatti, se ad inizio anno sono riuscite ad imporsi tuttavia, nonostante delle rose qualitativamente valide, alla lunga si sono dimostrate dei veri e propri fuochi fatui.
E così, mercoledì 20 aprile, è arrivata l’ennesima vittoria, questa volta contro la Lazio, un sonoro 3 a 0 che avvicina sempre più i bianconeri all’obiettivo tricolore.
Si riparte senza Marchisio, al suo posto Hernanes
Perso Marchisio per la rottura del crociato, la squadra di Allegri non si perde d’animo e inserisce al suo posto Hernanes per dettare i tempi del gioco. Per il brasiliano si tratta tra l’altro di una partita da ex, avendo militato per anni tra i biancocelesti. A partire dal primo minuto, il match appare subito a tinte bianconere: infatti, quando la Juve ha il pallone tra i piedi è sempre pericolosa. Dopo una serie di occasioni sprecate, prima quella clamorosa di Pogba nei pressi degli 11 metri dopo uno splendido assist di Khedira e poi quella di Dybala su cross di Alex Sandro, il gol giunge soltanto al minuto 39’.
Sugli sviluppi di un calcio d’angolo, il pallone arriva a Pogba che da terra crossa verso la porta laziale: arriva più lesto di tutti Mario Mandzukic, che corregge in rete per l’1 a 0 bianconero. Con questo risultato si chiude il primo tempo.
Appena 45 minuti per annientare la Lazio, ci pensa Dybala
Nella ripresa, la Lazio prova a correre ai ripari optando per qualche cambio, ma è tutto inutile per la squadra del neo-allenatore Simone Inzaghi. Bastano pochi minuti ai bianconeri per chiudere la gara: prima Patric si fa espellere per doppia ammonizione dopo aver compiuto fallo su Dybala, quindi qualche minuto dopo Gentiletti atterra Bonucci in area, e Mazzoleni concede il calcio di rigore. Dal dischetto trasforma Dybala, è il 2 a 0 per la Juventus.
"La Vecchia Signora" ora può amministrare, ma non rinuncia alle azioni offensive. Al 64’ Mandzukic avvia uno straordinario contropiede servendo Khedira, che a sua volta offreun pallone prezioso a Dybala; l’argentino non può fare altro che battere Marchetti per il terzo gol bianconero.
Allegri ridà fiato a Khedira, sostituito da Sturaro, e concede la passerella a Dybala, mandando in campo Zaza. Non succederà più nulla di rilevante d'ora in poi, perché la Lazio non ha la forza di reagire e la Juventus è nettamente superiore. C’è spazio anche per Asamoah al posto di Pogba. Dopo qualche secondo dal 90’, l’arbitro decide che può bastare così. La Juve mette in cassaforte la 23ma vittoria su 24 partite, e soprattutto mette in ghiaccio lo champagne: manca davvero poco allo scudetto che potrebbe arrivare già nella prossima giornatacon una vittoria bianconera a Firenze e un risultato negativo del Napoli a Roma, ma i campioni d’Italia non fanno calcoli, pensano già alla prossima gara e se ci sarà da festeggiare, tanto meglio.