Ventiquattro partite vinte su venticinque, sono numeri che fanno pensare. Numeri che ci restituiscono l’eccezionalità di una squadra, quella bianconera, che dopo la sconfitta col Sassuolo, dopo 12 punti nelle prime dieci gare di campionato, ha deciso che ci doveva essere una svolta, che non poteva andare così. I quattro volte campioni d’Italia non potevano fare la fine di una provinciale, non potevano tutto d’un colpo "tirare i remi in barca" e abdicare senza nemmeno lottare. E così, spinta dai suoi veterani e dalla voglia di emergere dei nuovi arrivati, la Juventus si è rialzata, proiettandosi senza se e senza ma verso il quinto scudetto consecutivo e i 3 punti conquistati ieri contro la Fiorentina sono un bottino che sa di tricolore.

A Firenze per cucirsi un bel pezzo di scudetto

La vittoria di Firenze, contro una squadra che ci ha provato in tutti i modi a controbattere la superiorità juventina, in uno stadio difficile per chiunque, ha consentito, dunque, agli uomini di Allegri di cucirsi un bel pezzo di scudetto sul petto, considerando che oggi basterebbe un pareggio o una sconfitta del Napoli a Roma per dare ai bianconeri la matematica certezza del 34° titolo della loro storia.

La caparbietà dei viola è stata encomiabile, ma alla lunga ha avuto la meglio la fame nonché la concretezza della Juventus, personificata in particolare nel suo capitano, Gigi Buffon, la cui parata su Kalinic e la successiva ribattuta al 90’ la dicono lunga sulla straordinarietà di questo giocatore, a 38 anni ancora decisivo.

Primo tempo combattuto, sul finale ci pensa Mandzukic

Si capisce sin dall’inizio che per la Juve non sarà una passeggiata, la squadra di Sousa è molto organizzata tatticamente e in contropiede ha le sue armi migliori. La Fiorentina sembra attaccare di più, mentre i bianconeri appaiono più attendisti e così a metà primo tempo arrivano i gol da ambo le parti, entrambi però annullati (Khedira e Bernardeschi).

È ancora quest’ultimo a rendersi pericoloso, ma il suo tiro è neutralizzato dalla ditta Barzagli-Buffon. Per la Juve ci prova Dybala, ma il suo bolide è deviato in angolo. Il gol è nell’aria, al minuto 39' splendida combinazione Khedira-Pogba, il francese serve Mandzukic che in corsa infila Tatarusanu. Nel finale contatto Alonso-Rugani in area, ma la trattenuta non appare tale da sanzionare con un penalty.

Morata e Buffon avvicinano la Juve al tricolore

Nella ripresa è ancora Mandzukic a dimostrarsi ispirato, servendo Pogba il cui tiro va fuori dallo specchio della porta. Anche il numero uno bianconero è in grande spolvero respingendo prima su Zarate e poi su Kalinic e poi ancora sull’argentino.

Al 72’ Rugani subisce la sua prima ammonizione in Serie A per un fallo su Bernardeschi. Passano 10 minuti e la Juve sembra controllare il risultato, ma succede l’impensabile: "papera" di Bonucci che permette a Kalinic di segnare l'1-1. Tutto da rifare per la Juve, ma i bianconeri non perdono tempo, soltanto un minuto dopo ci pensa Morata sugli sviluppi di un calcio d’angolo a rimettere le cose a posto. La partita, però, è tutt’altro che finita, all’89’ Tagliavento sanziona con un calcio di rigore un contrasto tra Cuadrado e Kalinic. Quando il 2 a 2 sembra vicino, è Gigi Buffon a spegnere ogni speranza viola neutralizzando prima il tiro di Kalinic. C’è tempo per una traversa di Kalinic, ma il risultato finale è 2 a 1 per i campioni d’Italia di ieri e di domani.