Alla vigilia della partita con la P maiuscola pesano per gli azzurri le defezioni di Motta, squalificato, Candreva e soprattutto quella di De Rossi, che ieri non si è allenato e non recupera. Cambi forzati quindi per il mister a 24 ore dall'atteso match.

Antonio Conte dovrà sopperire non solo a livello di organico ma anche tatticamente ai gravi problemi di formazione. Il fatto che DDR non sia abile e arruolato costringe il mister salentino a studiare una variante del fortunato 3-5-2. Lo stesso ct ha affermato con franchezza che se il centrocampista di Ostia non avesse ristabilito al 100% la sua integrità fisica, non avrebbe comunque giocato.

Il condottiero Antonio non vuole handicap ma il massimo di energie disponibili dato che ci si appresta a vivere una vera e propria battaglia contro un colosso di squadra sotto tutti i punti di vista. Non è un quarto di finale qualsiasi e ci sarà da combattere. La storia del calcio parla da sola.

Nella mente del tecnico c'è l'esigenza di rinfoltire quello stesso reparto decimato dalla malasorte. L'idea infatti sembra essere quella di arretrare l'oriundo Eder sulla linea di centrocampo, soprattutto per dare una mano in fase difensiva.

La mancanza di un regista puro (come poteva essere anche il lungodegente Verratti, costretto al forfait prima dell'Europeo) verrebbe arginata da una maggiore presenza numerica e muscolare nel settore nevralgico del campo e dall'aiuto di Bonucci ad impostare dalle retrovie. Si parla quindi di un 3-6-1 con la solita rocciosa retroguardia made in Juventus (Buffon, Barzagli, Bonucci, Chiellini) e la mediana così schierata da destra a sinistra: Florenzi, Sturaro, Parolo, Eder, Giaccherini, De Sciglio.

Il peso dell'attacco sarà quindi tutto sulle spalle del sorprendente Graziano Pellè, l'uomo dei gol last minute. I tedeschi danno l'Italia per spacciata, definendola "squadra di nonnetti"- Quante volte abbiamo assistito ad una Germania che alla vigilia ci sottovaluta? Forse le lezioni del passato non sono ancora bastate ai teutonici. Errare è umano ma perseverare è diabolico.

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