Dopo 30 anni e 28 trofei, il Milan non è più della famiglia Berlusconi. È stato firmato a Villa Certosa, dove il presidente berlusconi si trova in vacanza, l'accordo preliminare con la cordata cinese che prevede 740 milioni di euro per il 99,93% della società. Per l’ufficialità, ormai prossima, mancano solo alcuni dettagli da definire, gli acquirenti sono quelli legati a Nicholas Gancikoff e Sal Galatiolo.

Ormai da tempo si vociferava di una probabile cessione della società rossonera, sulle volontà di Berlusconi hanno inciso tantissimo il rendimento degli ultimi anni della squadra, con piazzamenti in classifica bassi e esclusione dalle competizioni europee, e la crescente contestazione dei tifosi.

La storia di Berlusconi alla guida del Milan

Nel lontano 1985, dopo le dimissioni dell’allora presidente Farina, Berlusconi acquistò il Milan per una cifra di 6 miliardi delle vecchie lire. Come da suo stile, il primo giorno a Milanello Berlusconi portò champagne per tutti e gli assegni degli stipendi arretrati. È l’inizio di una grande storia calcistica di dominio in Italia e in Europa, dove il Milan conquisterà ben 13 trofei internazionali.

Il primo anno al Milan è caratterizzato da due scelte importanti: la designazione come amministratore delegato di Adriano Galliani e l’esonero di Liedholm con l’arrivo di Capello. Il capolavoro che cambierà la storia del calcio mondiale è l’ingaggio di Arrigo Sacchi come allenatore e la successiva costruzione di quella che da tutti è considerata forse la squadra più forte di tutti i tempi, il Milan degli olandesi.

Da questi anni in poi la storia del Milan sarà segnata da soli successi e dall’acquisto di calciatori di livello assoluto. Il declino iniziato qualche anno fa, ha condotto Berlusconi alla dolorosa scelta di cedere quello che forse è stato il più grande amore della sua vita.

Riuscirà questo cambio societario a riportare il Milan ai vecchi splendori e a far riacquistare la fiducia dei tifosi (ad oggi sono stati venduti appena 6 mila abbonamenti)?

Quale sarà il destino dell’uomo, Adriano Galliani, più fidato e sempre al fianco di Berlusconi nella guida della società?

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