Il grande ex talento montenegrino del Milan Dejan Savicevic raggiunge in questi giorni il traguardo dei 50 anni. Attuale presidente della federcalcio montenegrina, ha recentemente espresso durante un’intervista le sue perplessità legate al nuovo ciclo cinese del Milan, ricordando quanto invece sia stata eccezionale l’era berlusconi e quanto nei suoi trent’anni di leadership l’ex presidente del consiglio italiano abbia saputo portare i rossoneri ai vertici del calcio mondiale, conquistando trofei come mai altri massimi dirigenti di società calcistiche siano stati in grado di fare.

Le dichiarazioni sulla fine della presidenza Berlusconi

Intervistato da Sport Mediaset, Savicevic ha dichiarato: “Nessun presidente nella storia ha fatto quello che è stato in grado di fare Berlusconi, per questo è dura abituarsi ad un Milan passato in mano ai cinesi.

Ci vorrà tempo per giudicare questo nuovo ciclo ed il calciomercato, bisogna aspettare almeno dicembre, gennaio”. E poi, ricordando i bei tempi passati ha aggiunto: “Il nostro Milan, quello di Sacchi e Capello, resterà una delle squadre più forti di sempre. Come il Barcellona di Messi, il Bayern di Beckenbauer o l'Ajax di Cruyff".

La carriera da giocatore, da allenatore e da dirigente

Dejan Savicevic è nato a Titograd il 15 settembre del 1966. Dopo gli esordi nel Buducnost, squadra della sua città, viene ingaggiato a 22 anni dalla Stella Rossa di Belgrado, formazione con cui, oltre a 3 scudetti ed una coppa nazionale, riuscirà inaspettatamente a vincere la Coppa dei Campioni 90/91, battendo ai rigori nella finale di Bari l’allora temibile Olimpique Marsiglia. Nello stesso anno il montenegrino, dopo aver vinto con la sua squadra anche la Coppa Intercontinentale a dicembre, giunge secondo nella classifica finale per il Pallone d’Oro dietro Jean Pierre Papin, stella dei francesi e anch’esso futuro giocatore del Milan.

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Il passaggio ai rossoneri si concretizza l’anno successivo, nel 1992. Ed è proprio durante i 6 anni di militanza nel Milan che il giocatore ha modo di fare incetta di trofei e di giocare a fianco di grandi campioni. Tra il 1992 ed il 1998 infatti vince 3 scudetti, tre Supercoppe italiane, una Supercoppa europea e la Champions League nel 1994, conquistata ad Atene con un netto 4-0 al Barcellona di Crujff, partita in cui lo stesso montenegrino imprime il suo nome nel tabellino dei marcatori mettendo a segno un gran gol. Dopo un breve periodo di inattività torna a giocare per qualche partita nella Stella Rossa, prima di chiudere definitivamente la carriera dopo due stagioni al Rapid Vienna. Ritiratosi dall’attività agonistica intraprende la carriera di allenatore, diventando selezionatore della Serbia/Montenegro fino al giugno 2003. Divenuto in seguito dirigente sportivo, assume poi il ruolo di presidente della federazione calcistica montenegrina, compito che tutt’ora ricopre.