Le 'false partenze' non sono ovviamente una consuetudine nella storia dell'Inter ma anche uno dei club più vincenti in Italia e nel mondo come quello milanese, l'unico a non essere mai retrocesso in serie B, ha i suoi primati negativi. Tre giornate di campionato ed un turno di Europa League per un totale di una vittoria, un pareggio e due sconfitte. C'è chi ha fatto peggio di Frank De Boerma c’è anche chi ha rovesciato le sorti di una stagione.

Gian Piero Gasperini, il peggiore

Nessuno come Gian Piero Gasperini, in senso negativo. La stagione è relativamente recente, campionato di serie A 2011/2012; in rosa ancora tanti reduci del "Triplete".

Il torneo parte dalla seconda giornata, la prima viene infatti rinviata e recuperata a dicembre e l’Inter di Gasperini inanella tre sconfitte ed un pareggio tra campionato e Champions League, il tecnico viene esonerato e sostituito da Claudio Ranieri. I nerazzurri vincono a Bologna ma poi incassano due stop consecutivi con Napoli e Catania, 4 sconfitte nelle prime 6 gare di campionato è il record negativo assoluto. La squadra avrà un'impennata tra dicembre e gennaio, 7 vittorie di fila che la porteranno a ridosso del vertice. Poi la nuova flessione e l’esonero anche di Ranieri sostituito dal tecnico della Primavera, Andrea Stramaccioni. A fine campionato l’Inter sarà sesta ed otterrà il pass per i preliminari di Europa League.

Gigi Radice, l'uomo d'acciaio

Una brutta partenza dell'Inter che resta impressa nei ricordi dei tifosi più maturi è quella della stagione 1983/84. Nelle prime cinque partite, tra campionato e Coppa Uefa, i nerazzurri allenati da Gigi Radice collezionano un pareggio e quattro sconfitte. La panchina traballa ma viene tenuta in piedi dalla reazione del "gruppo storico", i vari Altobelli, Bergomi, Beppe Baresi, Marini e Beccalossi, che fanno quadrato attorno all'allenatore. L'Inter inizia a vincere e risale lentamente in classifica ma prende a correre troppo tardi per recuperare terreno sui bolidi Juventus e Roma. Alla fine però l'esperienza ed il carattere d'acciaio di mister Radice si rivelano decisivi per un quarto posto ed una qualificazione in Coppa Uefa strappata con le unghie ed i denti.

Non basterà per la conferma del tecnico, il nuovo presidente Ernesto Pellegrini lo sostituirà con Ilario Castagner per la stagione successiva.

Dalla crisi allo scudetto

Altra epoca, altro calcio. Nella stagione 1970/71 la falsa partenza in campionato dell'Inter con quattro punti nelle prime cinque partite, culminata dalla secca sconfitta (0-3) nel derby con il Milan, alla quale venne sommata la precoce eliminazione al primo turno di Coppa delle Fiere ad opera del Newcastle, spinse il presidente Ivanoe Fraizzoli ad esonerare il tecnico paraguaiano Heriberto Herrera ed affidare la squadra "temporaneamente" all'allenatore della Primavera, Gianni Invernizzi. I pluricampioni di tante battaglie, Mazzola, Facchetti, Burgnich, Corso e Jair, stilarono una tabella di marcia suscitando ilarità da parte di giornalisti ed addetti ai lavori, dove puntavano allo scudetto nonostante lo svantaggio oceanico nei confronti del Milan.

L'Inter perse un'ultima volta a novembre in quel di Napoli, poi iniziò realmente a volare. I citati "senatori" e l'implacabile Roberto 'Bonimba' Boninsegna consegnarono alla storia nerazzurra uno dei più incredibili quanto esaltanti scudetti di sempre, l'undicesimo della serie.

La mancanza di uno 'zoccolo duro'

I tifosi, sgomenti e perplessi dinanzi al disastroso inizio di questa stagione, sperano magari in rimonte simili alle ultime due appena descritte. L'Inter 2016/2017 non manca certo di risorse e giocatori di classe ma è attualmente orfana di una "vecchia guardia" solida come il granito, giocatori che vestono di nerazzurro anche sotto le maglie. Ma a pensarci bene, oggi, anche i colori delle maglie hanno perso 'senso di appartenenza', basti pensare alle casacche “color Sprite" indossate nel match di Europa Leaguecontro l'Hapoel Beer Sheva.