Siamo arrivati appena alla 6ª giornata di campionato, ma i primi verdetti sembrerebbero (forse) già scritti: Juventus e Napoli sono in fuga, nella corsa scudetto, rispettivamente a 15 e 14 punti (rischiando di disputare un torneo a parte); Inter e Roma se la giocano per il terzo posto, con i nerazzurri oggi in leggero vantaggio sui giallorossi di un punto (essendo terzi a quota 11 punti) e soprattutto in termini di gioco ed equilibrio.

Fattori che mancano ai capitolini e che, sommati ad incostanza di rendimento, hanno pesato sull'inizio di stagione di Spalletti e dei suoi uomini

Avvio da incubo

La Roma non cominciava così male il campionatoda ben 4 anni. Ed è un prologo "horror" secondo soltanto a quello dell'annata 2012-13, in cui nelle prime 6 giornate furono totalizzati appena 8 punti. Diametralmente opposto fu il rendimento di Rudi Garcia, mai fallimentare ai nastri di partenza delle prime due stagioni sulla panchina capitolina: accumulò rispettivamente 18 ed 15 punti nel 2013 e nel 2014 senza mai perdere fino al 18esimo match (3-0 allo Stadium contro la Juventus) di quella annata di Serie A.

Peggio fece un anno fa, totalizzando solo 11 punti (sempre in 6 giornate): uno in più di Spalletti. Che, al suo ritorno a Roma, nel gennaio 2016, di punti ne ha raccolti 16 tra la 20esima e la 25esima dello scorso campionato.

Equilibrio precario

Ma non è solo una questioni di numeri e statistiche, è anche calcio giocato: davvero poco scintillante, se non in qualche occasione (con Udinese e Crotone).

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È forse la difesa il problema principale di un organico, dalla qualità offensiva indubbia, che ha ballato non poco: già 8 le reti al passivo (tra le prime 10, attualmente, solo il Bologna ha fatto peggio, subendone 2 in più). Manolas sembra essere l'unico baluardo solido di una retroguardia che sta ancora aspettando apporti concreti da parte dei neo acquisti Vermaelen, Bruno Peres, Fazio e Juan Jesus (in attesa del ritorno dell'infortunato Rudiger) .

Ne ha risentito anche la mediana, orfana delle geometrie dell'ormai bianconero Pjanic, ma anche della solidità di De Rossi. Non bastano i chilometri macinati dai soliti Strootman e Nainggolan: guerrieri instancabili, talvolta in affanno in una Roma poco omogenea tatticamente.

Questione Dzeko

Il bosniaco non è un problema malgrado movimenti legnosi e tante occasioni sciupate.

L'ex punta del Manchester Cityinfatti, è andato a rete in 4 circostanze fornendo anche 3 assist in 6 apparizioni in campionato. Mentre, tornando in dietro di circa 365 giorni, solo in una circostanza finì sul tabellino dei marcatori. Senza dimenticare che il giunonico centravanti è pur sempre considerato il fulcro del settore avanzato giallorosso insieme a Salah, Perotti e all'infinito Totti, pur non avendo ancora espresso il meglio di sé in maglia romanista.

Tuttavia, dall'ex Wolfsburg è lecito aspettarsi molto di più, al pari una squadra che ha fin qui stentato e sulla quale potrebbe ancora pesare psicologicamente l'eliminazione ai playoff di Champions League per mano del Porto. Il campionato di Serie A è appena al suo 6° episodio e i ragazzi allenati da Spalletti sono ancora in tempo per invertire la rotta di un cammino fin qui pieno di alti e bassi, affinché non sia compromessa prematuramente la possibilità di aspirare concretamente alla conquista del 3º posto.

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