Un gesto di pessimo gusto che gli è costato l'espulsione dalla Nazionale di calcio. Così Graziano Pellè, esordiente agli Europei 2016 con la maglia azzurra, ha dovuto rimettere le scarpette nella sacca e tornare a casa. Motivo dell'estromissione dalla rosa degli azzurri è l'aver rifiutato di stringere la mano al ct azzurro Venturaal momento della sostituzione in campo con Immobile, durante la partita con la Spagna.

Insulti a Ventura, il ct si infuria

A far infuocare i toni, oltre al gesto definito dalla Figc "un atto irriguardoso" nei confronti del proprio allenatore, si aggiungono gli insulti irripetibili che Pellè avrebbe rivolto al ct dalla panchina.

Riportate chiaramente anche in slow motion, le frasi lette attraverso il labiale del giocatore sono inequivocabili e hanno fatto letteralmente infuriare Giampiero Ventura.

Zero in condotta, nessun perdono per mancanze simili

La Figc, in un comunicato ufficiale della federazione alla stampa, ha dichiarato che il comportamento tenuto in Spagna da Pellè rientra in quel tipo di atteggiamento che non ammette il perdono. Uno "zero in condotta" che inficia la permanenza dell'attaccante nella panchina azzurra.

La nota prosegue con un monito per tutti riguardo la correttezza ed il rispetto da tenere in campo come negli spogliatoi. Un rispetto che, secondo la federazione, non può perdersi prima di tutto verso la propria squadra e lo staff che la segue. Il gesto di Pellè e le parole che ne hanno fattoseguito rappresentano un pessimo esempio per tutto il calcio italiano ed estero, un'offesa che di riflesso colpisce anche tutti i tifosi della Nazionale.

Pellé chiede scusa

Su Instagram e Facebook compaiono le scuse del calciatore, che pare ammettere l'ennesimo errore che fa il paio con l'ormai famoso "cucchiaio" mancato degli europei 2016.

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Una figuraccia che è diventata virale e si somma, come un ingombrante precedente, all'ultimo scivolone che lo ha riportato immediatamente a casa.

In queste ore Buffon e De Rossi si sono detti sconfortati dal comportamento del compagno, di cui hanno condannato l'impulsività, pur restando fermi sulla buona considerazione del calciatore che entrambi definiscono "un bravo ragazzo".

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