La parola d'ordine nella Fiorentina è quella di restare tutti uniti, allenatore compreso, ma a Giugno si volterà pagina. La decisione, già nell'aria da un paio di mesi, è stata presa ieri nei colloqui (tra Andrea Della Valle, che riportava anche le impressioni del fratello Diego, Cognigni e Corvino) intercorsi a margine delle festività ufficiali pre-natalizie della Fiorentina.

I Della Valle e Corvino nutrono una stima sincera nei confronti del tecnico attuale Paulo Sousa, che ha dimostrato qualità e possiede dei meriti indubbi.

Qualche esempio? Bernardeschi aveva già fatto sapere di non voler rinnovare il contratto e stava per finire al Sassuolo, che lo avrebbe poi girato alla Juventus, ma con l'arrivo di Sousa ha cambiato idea e rinnovato subito il contratto. E, subito dopo, l'esplosione. Chiesa? Quanti allenatori in Italia all'interno di una rosa comunque buona come quella della Fiorentina avrebbero portato a meno di 19 anni (proveniente dal settore giovanile gigliato) un giocatore in pianta stabile in prima squadra, facendolo giocare subito titolare alla prima di Campionato a Torino contro la Juve?

Ora Chiesa ne sta giocando sempre di più e sempre più frequentemente da titolare. Rappresenterà senza dubbio un patrimonio della Fiorentina del futuro. Anche a livello di rosa, a questa squadra non si può chiedere certo di più dell'Europa League, e Paulo Sousa resta in linea con gli obiettivi.

Il cambiamento però avverrà perchè il tecnico portoghese, al di là delle smentite successive, ha lanciato continuamente segnali di insofferenza verso un club che, a detta sua, non ha le sue stesse ambizioni: quindi la Fiorentina non sfrutterà la clausola con rinnovo automatico per un altro anno.

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Fare un'ottima stagione però resta un obiettivo assolutamente comune, perchè anche a livello di carriera se il portoghese non facesse una bella annata rischierebbe di non andare a migliorare subito nel prossimo cambio di panchina.

Il nuovo allenatore della Fiorentina

Dunque chi al posto del portoghese, chi sarà il nuovo allenatore della Fiorentina? I Della Valle vogliono italianizzare la Fiorentina e se per le logiche di mercato (troppe Società nemiche e prezzi dei giocatori italiani più alti in media rispetto ai corrispettivi stranieri) non ci riescono con la squadra, vogliono cominciare proprio con l'allenatore, che dovrà anche saper valorizzare al massimo il settore giovanile della Viola dei prossimi anni.

I nomi in ballo sono 2, entrambi vecchie conoscenze dei Della Valle, che hanno provato a portarli a Firenze anche in precedenza: Eusebio Di Francesco, blindato da Squinzi in passato, nonostante il contratto da poco rinnovato con il Sassuolo (scadenza 2019) a fine anno chiederà una crescita professionale alla sua attuale Società, e Roberto Donadoni, persona dalle qualità umane eccellenti, buon allenatore e che non è arrivato a Firenze 1 anno e mezzo fa solo perchè Pradè all'ultimo lo mise dietro proprio a Paulo Sousa nell'ordine delle preferenze.

Anche nel caso di Donadoni il contratto non è in scadenza (arriva fino a Giugno del 2018), ma il Bologna non farebbe le barricate di fronte ad una possibilità concreta di avanzamento di carriera per un allenatore così onesto e professionale.

Ma ora restare uniti per fare una grande stagione su tutti e 3 i fronti: al futuro allenatore della Fiorentina lavorerà soltanto Corvino nelle segrete stanze del calciomercato, mediando con Società e candidati.

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