Non è mai facile, quando arrivi agli sgoccioli della carriera, decidere se continuare o meno: l'attrazione del pallone è forte, ma bisogna essere responsabili anche del proprio fisico. 173 cm per circa 75 kg in un corpo da attaccante hanno deciso di regalare quella che è probabilmente è l'ultimo tango di una carriera straordinaria, che potrebbe concludersi con i colori che gli hanno aperto il sogno: Carlos Tevez ha giocato quello che è probabilmente il suo ultimo SuperClasico d'Argentina, siglando una doppietta con tanto di bacio allo stemma azul y oro.

Boca avanti, poi la rimonta del River

32 anni. Non è neanche poi così tanto per un giocatore,ma c'è dietro un bagaglio di esperienza, maturità e forza mentale dietro in grado di metterti a confronto con qualunque avversità. Ma tutto quanto passa in secondo piano per un argentino, in campo, a giocare nell'ennesimo e forse ultimo SuperClasico della propria carriera, per di più nella tana degli acerrimi rivali: lo stadio El Monumental è da sold out, sventolano solo i colori bianco e rosso del River Plate.

I gallinas vantano tra le loro file Sebastian Driussi, ala sinistra con deliziose doti tecniche e un fisico molto agile nonostante la struttura, il nuovo "flagello del gol" Lucas Alario e il temibile mancino vellutato di Gonzalo Martinez a sostegno delle punte. Tuttavia dopo 14' di gioco, Bou gela lo stadio: Tevez si accentra a circa 25 metri dalla porta, poi con un tocco di esterno destro in mezzo a tre avversari che lo aspettano, illumina per il bomber argentino che trafigge Batalla in uscita con un bel diagonale.

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Il vantaggio dura appena venti giri di lancette circa quando su cross di D'Alessandro dalla destra, Peruzzi respinge male di testa: Driussi non si fa pregare e con una botta al volo di destro fulmina Werner mandando in delirio il monumental. Ora il River sente la partita in mano: al 39' Moreira crossa, Alario elude il suo marcatore e appoggia in rete di testa, 2-1. Boca sotto.

L'ultima sinfonia dell'Apache

Nel secondo tempo, Alario ha almeno altre due occasioni per chiudere i conti, sciupandole: è il momento peggiore per i Boquenses, sotto nel punteggio, con 60.000 persone contro e soprattutto un derby a rischio.

C'è bisogno del capitano: sì quel Carlitos Tevez deve risolvere i conti, altrimenti mai sarà gioia per lui. E' l'ultimo atto, l'ultima sfida in terra natia deve giocarsi il tutto per tutto. Il gol del pareggio però glielo regala in gran parte Batalla: l'uscita sciagurata del portiere del River non raggiunge il pallone, che arriva sui piedi di Tevez. La porta è sguarnita, non si può sbagliare: 2-2.

Ma c'è ancora tempo. Al 60' Bentancur spinge l'azione, Pavon da posizione centrale dal limite dell'area appoggia per l'Apache che lascia partire il destro: il tocco è potente e preciso a girare che si infila dove il portiere non ci può arrivare; rotea il braccio destro in esultanza, mentre bacia lo stemma azul y oro. Centurioni poi sigla il 4-2 finale, chiudendo di fatto un SuperClasico da ricordare per il Boca.

Gracias y buena suerte!

Nelle immagini della partita, resta indelebile quel tiro: il tocco del campione, il suggello mistico di una favola iniziata e finita con la stessa maglia nel mondo professionistico. Che sia la Cina o le scarpette al chiodo, certo Tevez ha lasciato un'impronta incancellabile nel mondo del calcio, difficile da raccontare ma nel contempo maledettamente intensa per le emozioni che ha saputo regalare. Gracias Carlitos y buena suerte!

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