L’edizione odierna de La Stampa, noto quotidiano torinese, ha intervistato Clarence Seedorf, gloria del Milan reduce da un’esperienza non positiva in Cina sulla panchina dello Shenzhen, Oltre alle dichiarazioni adeguate ed equilibrate rilasciate sui giovani allenati oggi da Vincenzo Montella, fra le parole dell'ex nazionale olandese ha fatto titolo una frase sul massimo dirigente rossonero: “Il Milan esisteva prima di berlusconi ed esisterà dopo. L’anima di una squadra viene dai tifosi. Quelli restano, mi pare“.

Da giocatore le cose andavano diversamente: il pregresso fra Clarence e San Siro

Il Seedorf di oggi strizza l'occhio ai tifosi del Milan perchè l'hanno sostenuto con calore e convinzione nei sei mesi, dal Gennaio al Giugno del 2014, in cui è stato l'allenatore della squadra. Ma in passato non sono state tutte e sempre rose e fiori e il vero punto di riferimento per il grande giocatore rossonero erano proprio i suoi dirigenti più che la platea. Nel corso della stagione 2006-07, la prima giocata da Seedorf con la maglia del Milan numero 10 che era stata di Manuel Rui Costa, San Siro aveva preso di mira il giocatore e lo fischiava molto spesso. Emblematico un sabato sera, un anticipo di Campionato, Milan-Chievo 3-1 del 3 Marzo 2007.

Seedorf entra in campo dal 35' del secondo tempo al posto di Gattuso e dopo due passaggi sbagliati, viene subito fischiato dalla tifoseria. Ma lui, che godeva dell'appoggio incondizionato della società che gli trasmetteva molta fiducia e forte del suo stesso carattere, reagì segnando al 93' un bel gol su calcio di punizione. All'epoca, le parti erano quindi invertite. Seedorf assorbiva senza polemiche i fischi dei tifosi e aveva ottimi rapporti con Berlusconi e Galliani.

Le conoscenze di Seedorf del Milan che ha preceduto Berlusconi

Clarence Seedorf è nato nel 1976, aveva nove anni quando il Milan rischiava il fallimento per l'Irpef non pagata dalla presidenza Farina. L'olandese ha conosciuto il Milan dell'età dell'oro di Silvio Berlusconi, quella degli Scudetti e delle Coppe, degli stipendi pagati puntualmente e dei debiti ripianati.

Quello che era il Milan di Farina prima, non può saperlo con certezza. Certamente i tifosi rossoneri sono stati una grande ricchezza, una enorme risorsa per il Club negli anni più bui della sua storia, ma chi ha salvato e rilanciato un Club ormai alla deriva è stato Silvio Berlusconi. Un piccolo esempio di cosa fosse, magari ad uso e consumo dello stesso Seedorf, il Milan di Farina, è presto raccontato. Per una cattiva organizzazione e magari anche per qualche difficoltà economica, il 13 Gennaio 1985 il Milan perde in casa 2-0 contro il Como di Matteoli, Hansi Muller e Corneliusson perchè i tacchetti non erano adatti al terreno scivoloso di San Siro, come riconobbe lo stesso Liedholm al termine della gara.

Non c'erano i tacchetti giusti in quei tempi duri e nemmeno, probabilmente, le calde pantofole del derby dell'agosto 2009 che lo stesso Clarence ben ricorda. Seedorf, un grandissimo giocatore, ma anche un uomo che come tutti nelle sue riflessioni risente inevitabilmente delle sue esperienze personali.