La partita di ieri potrebbe aver messo definitivamente la parola fine ai sogni di qualificarsi alla prossima edizione della Champions League in casa Inter. I nerazzurri hanno pareggiato 2-2 allo stadio Grande Torino contro i granata e c'è grande rammarico per le tante occasioni sciupate, in particolar modo sul finale quando l'esterno croato, Ivan Perisic, si è trovato due volte davanti al portiere non riuscendo a mettere la palla in rete.
Il nervosismo
Come riporta La Gazzetta dello Sport, il centravanti argentino e capitano, Mauro Icardi, è uscito dal campo al triplice fischio finale in maniera molto nervosa, quasi furente.
L'attaccante, infatti, ha percepito come questo risultato possa aver messo fine alla rincorsa Champions della sua squadra ed il rammarico è grande visto che il Napoli, vincente quest'oggi ad Empoli, si è portato a più otto ma ha due partite molto difficili da affrontare alla ripresa del campionato: prima contro la Juventus al San Paolo e, successivamente, contro la Lazio allo stadio Olimpico. Un mix di rabbia, amarezza e forse autocritica, in una serata nella quale avrebbe voluto tenere in pista la sua Inter e magari accorciare sul centravanti del Torino, Andrea Belotti, in classifica capocannonieri e, invece, è riuscito a tirare una sola volta verso la porta avversaria nei novanta minuti di gioco, tra l'altro in maniera sbilanciata, con il portiere, Joe Hart, che si è superato, facendosi perdonare per le due papere su Kondogbia e Candreva.
Partita deludente
Per il resto Icardi si è visto davvero poco per tutta la partita lasciato troppo solo lì davanti tanto è vero che il tecnico nerazzurro, Stefano Pioli, ha dovuto ricorrere ad Eder per riuscire a dare maggiore brillantezza alla fase offensiva della sua squadra. Il centravanti argentino, nel corso dell'intero match, ha completato 9 passaggi, ne ha sbagliati 7, ha perso 11 palle e non ha mai subito fallo.
Ora bisognerà essere bravi a rialzarsi e ripartire dopo la sosta nel match contro la Sampdoria, che si giocherà lunedì 3 aprile allo stadio Meazza, approfittando magari di un passo falso delle squadre che sono davanti.