Sembrava quasi uno scherzo, ma non lo era. Da qualche giorno erano filtrate indiscrezioni secondo cui il nuovo capo dell'area sportiva di Suning, Walter Sabatini, avrebbe gradito che, d'ora in avanti, all'Inter ci fosse maggiore inflessibilità nei confronti di chi si sarebbe reso protagonista, fuori dal campo, di episodi e dichiarazioni che avrebbero potuto minare la tranquillità dell'ambiente nerazzurro. Sembrava uno scherzo, perché il primo a cadere nella "trappola", facendo finire la società e la squadra nel "tritacarne mediatico", era stato il direttore sportivo Piero Ausilio, ovvero uno dei dirigenti che dovrebbe proprio garantire la serenità tra le mura di Appiano Gentile.

Cosa aveva dichiarato Ausilio?

Nel corso di un suo intervento all'Università degli Studi di Milano, in occasione di un corso di perfezionamento in Diritto Sportivo, il dirigente si era lasciato andare ad esternazioni relative ai potenziali motivi del clamoroso flop stagionale dell'Inter. Ausilio, in particolare, si era soffermato su una serie di questioni che avrebbero causato il disastro sportivo interista: "Arriveremo settimi o ottavi - aveva detto - perché abbiamo cambiato quattro allenatori. Ad una settimana dall'inizio si è cambiato il tecnico con cui si era programmata la stagione e la preparazione, scegliendone un altro che conosceva poco o nulla il calcio italiano". Alla squadra, invece, aveva lanciato delle vere e proprie stilettate: "Ad Appiano non c'è il senso della solidarietà, non c'è mai stato gruppo.

Lo spogliatoio non si è mai compattato forse per questioni di età, etnia, ma anche di personalità e valori umani". Le uniche note positive avevano riguardato le prospettive future: "C'è una proprietà forte e solida, che potrebbe andare a caccia dei migliori giocatori del mondo, ma allo stato attuale non può farlo per via del fair play finanziario".

Cosa farà la società?

Stando ad alcuni rumors, Ausilio rischiava di essere multato, o addirittura licenziato. Dalle ultime indiscrezioni però, è emerso che non dovrebbe accadere nulla di tutto ciò. Il presidente Zhang non avrebbe gradito l'uscita del suo dipendente ma, allo stesso tempo, pare che l'abbia considerata uno scivolone in buona fede. L'unica valutazione reale sul lavoro di Ausilio verrà fatta nei prossimi mesi, quando si analizzerà come il direttore sportivo avrà provveduto ad utilizzare il corposo budget messo a disposizione dalla proprietà per il mercato.

A partire dai prossimi giorni, infatti, sarà necessario portare a compimento le trattative necessarie per rinforzare l'organico e, al contempo, far sì che il club rispetti i parametri economici richiesti dal'Uefa.