La storia tra Stefano Pioli e l’Inter si conclude con tre giornate d’anticipo rispetto al finale previsto. Proprio mentre gli storici avversari della Juventus festeggiavano l’accesso all’ennesima finale di Champions League, per uno strano scherzo del destino, la società nerazzurra pubblicava sul proprio sito un breve comunicato in cui annunciava l’esonero dell’allenatore parmense e del suo staff e il ritorno sulla panchina del tecnico della primavera Stefano Vecchi, che già aveva guidato la prima squadra per una partita nel breve interregno tra De Boer e Pioli.

Immancabili i ringraziamenti di rito all’ormai ex mister per l’impegno profuso in una stagione davvero difficile, accompagnati dalla promessa di cominciare a lavorare fin da subito per la prossima stagione.

Le ragioni della caduta di Pioli

Pioli paga le ultime sette prestazioni nelle quali sono stati raccolti solamente due punti dall’Inter. La storia è nota: come hanno ammesso anche alcuni giocatori, quando la squadra ha capito di non poter più raggiungere la terza posizione che avrebbe garantito di disputare la Champions League, sono mancate le motivazioni e in molti hanno mollato, disperdendo in poco tempo quanto costruito in mesi di lavoro col successore di De Boer. Ma non vanno dimenticate anche le numerose voci di mercato, ad iniziare da quelle sull’allenatore della prossima stagione, che hanno sicuramente distratto l’ambiente e tolto autorità a Pioli.

Così quello che si era presentato come “potenziatore” nella prima conferenza stampa ad Appiano, ha perso il controllo della squadra e si è ritrovato ad assistere impotente alla lunga serie di sconfitte, spesso con squadre di caratura inferiore.

Una decisione presa in Cina

Si chiude così nel peggiore dei modi una pagina che sembrava ben più felice: l’allenatore-tifoso nerazzurro, dopo un inizio davvero promettente, è stato vittima di tutti gli storici difetti che l’Inter si porta avanti da anni: dalla mancanza di una struttura societaria solida, all’assenza di figure forti in dirigenza, così come nello spogliatoio. Nelle ultime ore erano arrivati dalla Cina segnali di nervosismo da parte di Zhang: dalle prime indiscrezioni sembra che la scelta di sollevare Pioli sia stata presa direttamente a Nanchino dalla proprietà, mentre lo staff italiano avrebbe preferito far terminare il campionato al mister.

Invece si è voluto dare un segnale forte ai giocatori: bisogna lottare fino al termine per cercare di raggiungere il sesto posto che consente l’accesso all’Europa League. Inoltre nessuno può ritenersi al sicuro: con Vecchi anche i giovani come Gabigol o Pinamonti potranno avere una possibilità di essere schierati nelle ultime partite.

I nomi per il futuro

Naturalmente la notizia ha riacceso le voci su chi potrebbe essere l’allenatore della prossima stagione: in attesa di capire se sarà uno tra Conte, Simeone e Spalletti, o qualche altro nome, si rafforza l’idea di un ruolo in società per Walter Sabatini come coordinatore tecnico delle squadre di proprietà di Suning, a confermare quell’intreccio di operazioni con la Roma che caratterizzerà il calciomercato. E anche Stefano Pioli non rimarrà a lungo con le mani in mano: si dà ormai quasi per certo un suo futuro sulla panchina della Fiorentina per il campionato 2017/18.