La 'vendetta' è un piatto che si consuma freddo ed il calcio internazionale fornisce indubbiamente opportunità in tal senso. Il confronto tra le Nazionali Under 20 di Italia e Zambia, valido per i quarti di finale del Campionato del Mondo di categoria che si sta disputando in Corea del Sud, ha sancito un risultato storico: battendo ai supplementari la formazione africana, gli azzurrini di Chicco Evani sono approdati in semifinale. L'8 giugno, pertanto, affronteranno l'Inghilterra nel penultimo atto del torneo. La sfida si disputerà a Jeonju alle 20 ora locale (saranno le 13 in Italia): chi passerà il turno si troverà di fronte la vincente dell'altra semifinale, tra Uruguay e Venezuela, nella finalissima di Suwon in programma l'11 giugno prossimo.

In palio c'è il titolo Mondiale Under 20 e, in tal senso, c'è da dire che nessuna rappresentativa italiana era mai giunta così lontano nella kermesse iridata giovanile, la cui prima edizione si è disputata nel 1977. Il massimo risultato ottenuto erano stati i quarti di finale, raggiunti nel 1987, 2005 e 2009. Il 3-2 con cui Orsolini e compagni hanno liquidato lo Zambia, però, salda anche un 'debito' vecchio di quasi 29 anni.

Zambia, il 'cappotto' olimpico

L'unica volta che due rappresentative calcistiche di Italia e Zambia si sono trovate di fronte risale al 19 settembre 1988, nel corso del torneo di olimpico di calcio ai Giochi di Seoul. Sulla carta quella azzurra era una buona Nazionale, il tecnico Francesco Rocca aveva portato in terra sudcoreana giocatori del calibro di Tacconi, Tassotti, Ferrara, Mauro, Virdis e Carnevale.

L'Italia inseguiva un titolo olimpico che mancava (e che manca ancora, ndr) dal 1936 e nella prima partita aveva strapazzato 5-2 il Guatemala, mentre lo Zambia aveva pareggiato con l'Iraq. Gli uomini di Rocca puntavano quindi ad una comoda vittoria che avrebbe consentito di staccare il biglietto per la seconda fase con un match d'anticipo, ma quello che accadde allo stadio di Gwangju sconvolse assolutamente qualunque pronostico.

I 'Chipolopolo', letteralmente 'proiettili di rame', erano tutt'altro che una formazione modesta, giocavano un calcio tecnico, possedevano estro e fisicità e, soprattutto, un grande attaccante. Kalusha Bwalya nel 1988 aveva 25 anni, era reduce da un'esperienza triennale in Belgio con il Cercle Bruges, ed era stato appena acquistato dal PSV Eindhoven fresco vincitore della Coppa dei Campioni.

Non era un centravanti, ma una seconda punta dotata di straordinaria velocità ed abilità nel dribbling non comune. I difensori italiani quel giorno lo impararono a proprie spese, Kalusha Bwalya costrinse Stefano Tacconi a raccogliere tre volte la palla dal fondo della rete, realizzando una tripletta nell'ambito del 4-0 con cui lo Zambia spazzò via gli azzurri. Sebbene il calcio africano fosse già all'epoca in evidente crescita, quella debacle azzurra rappresenta ancora oggi il punto più basso mai toccato da una rappresentativa italiana in un torneo internazionale. In realtà, pur non giocando mai un calcio convincente, l'Italia di Rocca avrebbe passato lo stesso il turno e sarebbe poi giunta tra le prime quattro squadre dell'Olimpiade, battuta dalla Germania Occidentale nella finale per il bronzo.

La stessa Germania, nei quarti di finale, aveva eliminato lo Zambia.

Curiosa analogia

I giocatori italiani che vissero quel match, ancora oggi, a quasi 30 anni di distanza restano letteralmente increduli nel rievocarlo. Avrà sicuramente 'toccato ferro' Chicco Evani, attuale CT della Nazionale Under 20. Lui c'era quel giorno a Gwangju, anche se non fu della partita e rimase in panchina. Trovarsi nuovamente di fronte lo Zambia in Corea del Sud nel corso di un torneo internazionale non avrà fatto certamente piacere all'ex giocatore del Milan, ma quella paura è stata esorcizzata da una prestazione gagliarda della giovane formazione azzurra che ha piegato i volitivi avversari con il punteggio di 3-2, dopo i tempi supplementari, seppur in inferiorità numerica.

Gli Dei del calcio hanno dunque voluto che la 'vendetta' fosse consumata nuovamente nel Paese asiatico, a poco più di 200 km dal luogo del 'fattaccio' di 29 anni fa: le reti di Orsolini, Dimarco e Vido hanno trascinato l'Italia in semifinale, lo 'spauracchio Zambia' è stato archiviato. Ora gli azzurrini sono attesi dall'Inghilterra per riscrivere ulteriormente la Storia.

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