E adesso… bisogna vendere. E dopo 7 acquisti, compreso Andrea Conti, il Milan… prende una pausa. Dopo anni di magra i tifosi rossoneri sono tornati a vedere la propria squadra tra le protagoniste assolute del mercato, almeno nella prima parte. Tra una Juventus ancora ferita da Cardiff, la Roma intenta a vendere, il Napoli ai ritocchi e l’Inter bloccata dal Fair Play, il giugno del calcio italiano è stato tutto tinto di rossonero.

Milan, giugno da leoni: e adesso?

Non sono mancate le perplessità, perché a tratti si è pensato ad acquisti compulsivi, ma in realtà la rapidità delle operazioni portate a termine è legata solo al fatto che il duo Fassone-Mirabelli ha avuto tutto il tempo per impostare il mercato durante la lunghissima trattativa per il closing.

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Certo si può obiettare che nessuno dei giocatori acquistati è un “top” e in effetti è così, ma per il momento gli obiettivi erano allungare la rosa in vista dell’impegno in Europa League e migliorarla per lottare per un posto in Champions, più che avvicinarsi alle primissime.

Ora però occorrerà una pausa. La rosa extra-large andrà ridotta sia per restare nei parametri dei 25 giocatori, sia per motivi di bilancio. Bisogna rientrare delle spese e allora ecco le cessioni: in attesa del colpo grosso Bacca, ecco Poli al Bologna, Kucka al Trabzonspor e tra poco pure Lapadula e Paletta, con il primo diretto verso il Genoa e il secondo al Sassuolo dopo il mancato accordo tra il Milan e il Torino.

Il Keita conteso

Certo la rosa è ancora incompleta: il prossimo ad arrivare sarà Kalinic per completare l’attacco, quindi si punterà a Lucas Biglia. La Lazio è un osso duro, Lotito non può più contare sui buoni rapporti con Galliani e infatti la trattativa per l’argentino langue, ma alla fine dovrebbe andare in porto. A differenza di quella per Keita Balde. Il senegalese di origini spagnole rischia infatti di essere il grande rimpianto dell’estate rossonera, oltre che rappresentare lo spartiacque ideale verso la seconda parte del mercato destinata ad avere come protagonista la Juventus, oltre all’Inter.

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Le scelte della Signora

Dopo un giugno di attesa, infatti, i bianconeri sono pronti a tirare su le reti. Agnelli ha assicurato la continuità del progetto vincente, la Champions resterà l’obiettivo principale, ma ovviamente la squadra resterà competitiva anche in Serie A. Gli obiettivi sono chiari: oltre a un vice Buffon arriveranno un centrocampista che sappia unire quantità e qualità e un bel mucchio di esterni. Almeno due difensivi, a destra, tre se partirà Alex Sandro, e due in avanti.

Del resto se Allegri vorrà proseguire sulla strada del 4-2-3-1 serviranno almeno 5-6 attaccanti per evitare l’emergenza che ha caratterizzato il finale della scorsa stagione. Così, considerando anche la partenza di Dani Alves impiegato spesso da esterno alto, non resta che scegliere: Danilo, più che Aurier, e De Sciglio per la difesa e Bernardeschi e Keita per l’attacco sembra essere il quadro giusto.

Marotta potrà infatti pescare un solo extracomunitario, avendo già occupato uno slot con Bentancur, da qui la prudenza nella scelta e il probabile addio a Douglas Costa.

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I rapporti con il Bayer sono ottimi, ma la richiesta di 50 milioni è ritenuta eccessiva per un giocatore che dovrebbe adattarsi al campionato italiano. Meglio allora puntare su un terzino nuovo, come Danilo, e su una coppia di esterni d’attacco giovane, ma abituata alla Serie A. Con Bernardeschi e Keita a unirsi a Mandzukic, Dybala, Higuain e Pjaca quando rientrerà il reparto sarebbe stellare e duttile, dato che i nuovi potrebbero agire su ambo le fasce e Keita pure all’occorrenza da vice Pipita.

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Via alle trattative

Fiorentina e Lazio non sono le migliori alleate della Juve, ma la situazione generale, simile nei due casi, favorisce i campioni d’Italia: i viola sono all’angolo per Berna, che ha detto no al rinnovo e vuole solo la Juventus, mentre Lotito non può permettersi di fare andare a scadenza Keita che nel 2018 si accorderebbe con i bianconeri a parametro zero. Con una sessantina di milioni, quaranta dei quali per Bernardeschi, più una contropartita, il doppio colpo sarebbe servito. Una cifra ragionevole per chi ne ha guadagnati il doppio dalla Champions e si prepara a fare una bella plusvalenza attraverso la cessione di Cuadrado, acquistato in leasing e ora rivenduto a peso d’oro.

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