Qualcosa all'Inter è sembrata cambiare davvero. Non è solo un'idea, ma in attesa dell'esordio di domenica sera contro la Fiorentina il popolo nerazzurro si approccia all'avvio del campionato con la fiducia di chi ha visto una squadra giocare un precampionato da protagonista. E non per i risultati che, seppur "platonici", parlano di sei vittorie ed un pareggio in sette partite, ma per le prestazioni di una squadra che pare iniziare ad avere un'identità ed essere solo lontana parente da quella abulica ed indolente della passata stagione. "Star" non ne sono arrivate e c'è la consapevolezza che nel "bel disegno" della nuova Inter ci sia la mano di un arista di grande qualità come Luciano Spalletti.

Da più parti si sussurra che forse il top player dell'Inter potrebbe essere proprio lui, che qualche altro ha tacciato come una "seconda scelta" dopo il secco "no" di Conte alla proposta interista.

Il nuovo ruolo dell'allenatore

C'era la sensazione che per invertire la rotta fosse necessario rivoluzionare l'organico della passata stagione, ma sin dalla conferenza stampa di presentazione si era capito che il tecnico avrebbe messo becco su questa eventualità, stoppando i propositi di fare "tabula rasa". Lui è stato il primo a credere che questo organico avesse qualità importanti e che in rosa ci fossero potenziali top player del calibro di Perisic ed Icardi che non meritavano di essere messi in discussione.

Rispetto ai sei-sette colpi che aveva chiesto manca ancora qualcosa e l'idea generale è che alla fine verrà accontentato praticamente in tutto, anche perché da subito gli si è voluto dare grande importanza chiedendogli di avallare le scelte più importanti. Per certi versi si può pensare ad un allenatore manager all'inglese, però in chiave italiana nel senso che le indicazioni arrivano da chi sta in panchina, ma poi le trattative le fanno gli uomini da scrivania come Piero Ausilio e Walter Sabatini. E rispetto a Mancini si ha la sensazione che si abbia a che fare con un tecnico meno esigente sul piano dei nomi importanti, ma maniacale nella ricerca di profili che sposino alla perfezione con la sua idea di calcio.

Il 'no' di Spalletti

Che il parere di Spalletti conti lo si capisce da un'indiscrezione conosciuta e confermata ancora una volta da Sky. Per la cessione di Murillo al Valencia è realmente tutto fatto, ma il tecnico di Certaldo stopperà l'operazione fino a quando non vedrà un nuovo difensore centrale varcare la porta di Appiano Gentile. La sensazione, però, è che sia davvero solo questione di tempo.