L'Inter è una di quelle squadre che lo sa meglio delle altre: il calcio è strano. "Pazza Inter" recita l'inno nerazzurro, proprio perchè risulta quanto mai incredibile l'alternanza tra grandi gioie ed enormi delusioni che il club ha riservato ai propri tifosi nel corso della propria storia. Ed è uno sport diverso da tanti altri, perchè passare da fenomeno a brocco è viceversa può davvero essere questione di mesi, settimane o addirittura giorni.

L'estate interista ha messo in rilievo quanto possa essere stato difficile trovare una sistemazione a giocatori che avevano uno stipendio ed una valutazione fin troppo alta per quello che era stato il loro rendimento negli ultimi anni.

Inter: la nuova vita di chi ha deluso a Milano

L'Inter, ad esempio, osserva da lontano e con interesse la situazione di Geoffrey Kondogbia.

Era arrivato, voluto da Mancini, per una cifra spropositata e ancor più pesante risultava essere il suo ingaggio. Non ha mai reso per quanto ci si aspettava e, ad un certo punto, considerata l'impossibilità a cederlo a condizioni congrue ci si era convinti a reinserirlo nel progetto, con la speranze di tornare ad essere quel giocatore apprezzato in tutta Europa.

Poi è arrivato il Valencia, un interesse che lo ha addirittura convinto a spingere per essere ceduto attraverso degli allenamenti saltati. Adesso nella Liga è un "fattore" e il diritto di riscatto fissato a venticinque milioni di euro sembra essere un dettaglio: il club iberico lo riscatterà. E non è finita: il suo rendimento è talmente elevato che nel nuovo contratto (verosimilmente fino al 2022) sarà inserita una clausola da cento milioni, tesa ad allontanare quelle che potrebbero essere le innumerevoli pretendenti al giocatore.

Poco male per l'Inter che sa di avere risparmiato un'ingaggio pesante e di essere pronta ad incassare una cifra da reinvestire quasi interamente nel prossimo calciomercato.

Inter: gli obiettivi

L'Inter, già a gennaio, potrebbe tuffarsi a capofitto in una campagna di rafforzamento che, per prima cosa, dovrà portare alla corte di Luciano Spaleltti un difensore che sia alternativo a Miranda e che nel lungo periodo possa sostituire definitivamente il centrale brasiliano, ormai ultratrentenne.

Non esistono, invece, più dubbi sul fatto che Skriniar sarà il mattone su cui costruire la retroguardia del futuro: ha già convinto San Siro, la società e lo stesso allenatore.