L’Inter torna da Bologna con un punto che vale oro, visto quello che si è accaduto in campo, soprattutto nel primo tempo, quando la squadra di casa ha nettamente meritato la vittoria. A lungo andare però i felsinei hanno pagato il prezzo di una gara giocata ad alti ritmi, specialmente negli ultimi 20 minuti, in cui hanno maggiormente accusato la stanchezza. Discorso opposto per i nerazzurri che sono apparsi lenti e svagati come a Crotone, lasciandosi travolgere dagli avversari. È accaduto proprio quello che Luciano Spalletti aveva previsto prima della gara: cali di concentrazione e un’incapacità di sfuggire alla rete preparata da Roberto Donadoni, che ha saputo imbrigliare il gioco dei centrocampisti della Beneamata.

Il Bologna ha fatto la partita

Si torna così con i piedi per terra, consapevoli dei limiti di una formazione che dovrà lottare fino alla fine per conquistarsi un posto in Champions League. In questa gara si è rivista l’Inter involuta di Crotone, ma senza quegli episodi individuali che hanno favorito la vittoria in Calabria. Icardi e Perisic sono apparsi spenti, mentre Candreva e Joao Mario hanno sbagliato davvero troppo. Se non ci fosse stato l’erroraccio di Mbaye, che ha provocato il rigore su Eder, sarebbe arrivata una sconfitta pesantissima, difficile da digerire per tutto quello di brutto che si è visto in campo. Spalletti ha analizzato lucidamente l’accaduto: “Dobbiamo provare a fare il gioco e non a subirlo in gare come questa, ma purtroppo il Bologna ci ha messo in difficoltà, spingendoci troppo spesso ad avanzare centralmente e pressandoci”.

Una squadra lenta

Il tecnico di Certaldo ha criticato anche la lentezza dei giocatori nerazzurri: “Se ritardi l’esecuzione, le squadre organizzate come il Bologna possono creare dei problemi contrastandoti in ogni azione; è necessario diminuire i tempi di pensiero e giocare la palla più velocemente”. L’allenatore dell’Inter ha notato come si sia insistito troppo sul fraseggio a centrocampo con la palla che spesso veniva riportata indietro.

Inoltre è mancata una certa aggressività: “Serve una maggiore faccia tosta nei contrasti, bisogna anche essere duri con l’avversario per strappargli il pallone”. Spalletti ha salvato solo una parte del secondo tempo, quando con l’ingresso di Eder si è tornati a giocare nella metà campo avversaria, anche se in maniera poco lucida.

“Dobbiamo essere più efficaci e più cattivi nelle azioni offensive, invece in alcuni momenti ci perdiamo completamente – ha concluso il mister – nessuno ti concede nulla; aver vinto le prime gare non ci dà nessun diritto acquisito”.

La delusione dei giocatori

I giocatori nelle dichiarazioni del dopo gara hanno parlato di due punti persi. Eder ha ribadito che l’obiettivo stagionale è l’accesso in Champions League: significativo il suo paragone con il Napoli che, pur trovandosi in difficoltà nella partita con il Bologna, ha portato a casa i tre punti. Anche Danilo D’Ambrosio si è soffermato sui problemi incontrati nel primo tempo, durante il quale non si è ragionato come un gruppo compatto, mentre Mauro Icardi si è rammaricato per l’ultimo quarto d’ora in cui, a differenza degli incontri precedenti, la squadra non ha concretizzato nulla.

Ma per il capitano non c’è tempo da perdere: bisogna mettersi subito al lavoro per battere il Genoa a San Siro con l’aiuto del pubblico, il dodicesimo nerazzurro in campo.