Sono tanti ad essere rimasti delusi dalla campagna acquisti nerazzurra. Il malcontento dei tifosi, per ora, viene sopito dalle prestazioni e dai risultati della squadra, ma c'era l'idea che l'estate potesse regalare a tutto il popolo interista dei colpi che potessero portare all'attenzione mediatica internazionale in club. Dei grandi nomi che a lungo sono stati accostati al sodalizio meneghino non è arrivato nessuno: Nainggolan e Di Maria sono stati semplici suggestioni, probabilmente mai reali trattative.

Una scelta precisa quella di fare un mercato oculato e basato su calciatori di provata affidabilità o giovani con un rapporto qualità-prezzo sufficientemente vantaggioso. Suning era pronta a mettere tante risorse a disposizione di Walter Sabatini e Piero Ausilio, ma alcune nuove norme cinesi hanno impedito alla holding di investire dei capitali all'estero.

Colpo sottovalutato

I risultati della squadra, ad oggi, confermano che la campagna acquisti dell'Inter possa essere considerata tutt'altro che fallimentare.

I motivi sono diversi: il primo arriva dall'inequivocabile responso del campo che, attraverso il precampionato prima e la Serie A poi, ha messo in evidenza come la rosa di Spalletti abbia qualità sufficiente per andare a raggiungere l'obiettivo stagionale: la qualificazione alla prossima Champions League. L'accesso alla massima manifestazione europea aprirebbe nuovi orizzonti, anche sotto il profilo delle potenzialità di investimento nei prossimi anni.

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Nel frattempo sono stati centrati dei colpi che sono passati fin troppo in sordina: per l'attacco, ad esempio, è arrivato il classe '98 Karamoh. Tra i club che erano sulle sue tracce c'erano il Barcellona ed il Paris Saint Germain, ma la società nerazzurra è riuscita ad anticipare tutti e a portarsi a casa un potenziale crack a cifre piuttosto vantaggiose (7,5 mln tra prestito e riscatto). Aveva il contratto in scadenza tra un anno e questo ha facilitato molto nella buona riuscita del tentativo di strapparlo al Caen che si è arreso alla volontà del calciatore, bramoso di vestirsi di nerazzurro.

Strategia

L'Inter non disputerà le coppe europee e ci si domanda che senso avrebbe avuto spendere cinquanta-sessanta milioni per un esterno offensivo, avendo già in casa chi dà ampie garanzie come Candreva e Perisic. Il francese potrà crescere piano piano, inserirsi gradualmente nell'undici titolare e fornire una mano nelle rotazioni a Luciano Spalletti. Starà a lui però confermare tutte le promesse che il suo talento sembra assicurare.

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