Dopo aver centrato sei vittorie su sei, il Milan di Vincenzo Montella è uscito sconfitto in maniera netta dalla trasferta di Roma contro la Lazio. A preoccupare maggiormente i tifosi rossoneri è l'improvviso blackout che ha colto la squadra rossonera dopo un buon avvio (proprio come successo contro il Cagliari dopo il gol di Patrick Cutrone), incapace di reagire ed apparsa priva di idee. C'è ancora tanto da lavorare per l'allenatore, che, a dispetto della scorsa stagione, si ritrova tra le mani una rosa nettamente rinforzata a livello qualitativo.

Urge trovare soluzioni sia a livello modulare (piazzamento in campo da rivedere) sia a livello caratteriale.

Svolta tattica: difesa a 3 e nuovi interpreti

Quello che appare chiaro agli occhi di molti è la manifesta insufficienza del 4-3-3, modulo che limita molti dei nuovi acquisti. Il caso più eclatante è quello di Leonardo Bonucci, nuovo capitano del Milan: il difensore italiano ha sempre dato il meglio di sè in una difesa a 3, affiancato da Musacchio sulla destra e da Romagnoli sulla sinistra. Giocare con tre difensori dietro permetterebbe di alzare, all'occorrenza, i due nuovi terzini Conti e Rodriguez, ideali in un centrocampo a 5 oppure a 4. E di ciò ne gioverebbe anche Suso, che non a caso ha fatto benissimo sul binario destro quando ha un terzino che spinge e libera l'uomo (in parte Abate l'anno scorso e Conti nelle prime uscite di questa nuova stagione).

Sul fronte d'attacco, invece, Montella può scegliere liberamente anche in base all'avversario: potrebbe adottare un 3-4-2-1 con Suso e uno tra Calhanoglu e Bonaventura a supporto dell'unica punta (che potrebbe trasformarsi in un 3-4-3), un 3-4-1-2 con il turco dietro le due punte oppure un più coperto 3-5-2 con Bonaventura mezz'ala.

Un cambio tattico obbligato

Montella ha confermato che già in occasione della partita di Giovedì contro l'Austria Vienna il Milan scenderà in campo con una difesa a 3, alla ricerca di una quadra ancora incompleta e da trovare in fretta e nel modo più qualitativo possibile. Capire gli errori, assimilarli e non ripeterli in futuro, a cominciare dal modulo per passare poi all’atteggiamento confusionario.

Il Milan sembra essere una squadra avvezza alla ricerca del possesso palla ma ancora non così matura, cinica sotto porta. La qualità offensiva c'è, nonostante il mancato arrivo di un bomber di livello europeo. Ultimo appunto: Andrè Silva, pagato 40 milioni di euro e protagonista in Nazionale, è davvero così indietro da non poter giocare per fare spazio a Borini?